Governo-Regioni: proroga di 30 giorni del divieto di spostamenti

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Nuovo decreto Covid, incontro governo-Regioni: proroga di 30 giorni del divieto di spostamenti. Il blocco della mobilità scadrà il 25 febbraio, mentre il decreto il 5 marzo.

Mario Draghi scuola
Getty Images

In vista del Consiglio dei ministri di lunedì, si è tenuto oggi un incontro fra governo, Regioni e Comuni sulle nuove misure anti-Covid. Un vertice in cui il ministro Gelmini ha annunciato una proroga di trenta giorni del divieto di mobilità tra Regioni, che scade il 25 febbraio. Sul tavolo anche i temi dedicati a vaccini, scuola, ristori e revisione dei parametri con eventuali restrizioni dove la circolazione del virus è più elevata.

Arriva la proroga di 30 giorni del divieto di mobilità

Una proroga di 30 giorni del divieto di mobilità tra Regioni, che scade il 25 febbraio: è quanto ha anticipato il ministro delle Autonomie Mariastella Gelmini ai governatori. I limiti, nel nuovo decreto legge Covid, dovrebbero riguardare anche la possibilità di fare visita ad amici e parenti e cioè la regola che, per ora valida fino al 5 marzo, consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Il Ministro della Salute Roberto Speranza, ha precisato: “Purtroppo con le varianti in circolazione continuare con le restrizioni è indispensabile”, mentre la ministra degli Affari regionali Mariastella Gelmini al vertice con le Regioni ha dichiarato che:  “Porterò il documento inviatomi dalle Regioni all’attenzione del governo. Non possiamo pretendere di chiamarvi a ratificare decisioni già prese, ma possiamo e vogliamo chiedervi di partecipare ad un processo decisionale che certo dovrà essere tempestivo, che certo dovrà essere snello, ma che non potrà calare sulle vostre teste”.

Quali sono i limiti del nuovo decreto legge?

I limiti, nel nuovo decreto legge Covid, dovrebbero riguardare anche la possibilità di fare visita ad amici e parenti e cioè la regola che, per ora valida fino al 5 marzo, consente di spostarsi verso un’altra abitazione privata massimo in due persone, con i figli minori di 14 anni.

Durante la riunione con le Regioni il ministro Gelmini avrebbe manifestato l’intenzione di organizzare, appena possibile, un incontro tra il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi e i governatori per parlare dei temi della scuola e della vaccinazione degli insegnanti.

Cosa chiedono le Regioni?

Le Regioni chiedono un cambio di passo sulle norme che determinano i colori delle Regioni, per evitare i continui cambi, che leghi le decisioni a parametri più oggettivi e anche alla possibilità di indenizzi immediati alle singole categorie. Il tutto però senza abbassare la guardia perché le varianti corrono e impongono strette mirate ed immediate.

I governatori chiedono dunque misure nazionali di base omogenee e “un cambio di passo” anche sui vaccini. “Il meccanismo sta andando troppo a rilento”, si legge ancora nella bozza, a causa dei problemi nell’approvvigionamento delle dosi. Si invita pertanto il governo a coinvolgere nel processo produttivo le filiere nazionali. Tra le altre richieste anche quella di “poter garantire la vaccinazione ai propri insegnanti residenti ed assistiti, indipendentemente dalla Regione in cui prestano servizio”.

Intanto il leader della Lega Matteo Salvini attacca il commissario Domenico Arcuri chiedendone il licenziamento e su facebook scrive:

“Zona arancione in tutta Italia?
Basta con gli annunci, gli allarmi e le paure preventive che hanno caratterizzato gli ultimi mesi, se ci sono zone piú a rischio si intervenga in modo rapido e circoscritto, si acceleri sul piano vaccinale ma non si getti nel panico l’intero Paese.
Il diritto alla salute viene prima di tutto e rispettiamo le indicazioni della comunità scientifica, non le anticipazioni a mezzo stampa di lockdown ingiustificati e generalizzati”.

 

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