Rocco Casalino in caduta economica: da 6200 euro a disoccupato

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Rocco Casalino da ex portavoce del governo con 6200 euro netti al mese a disoccupato: stasera l’intervista in tv

Rocco Casalino
Getty Images

Il portavoce è il titolo dell’autobiografia di Rocco Casalino che ha ricoperto il ruolo di fare le veci del governo fino a quando a palazzo Chigi c’è stato Giuseppe Conte. Ora punta proprio sul libro per andare avanti.

La sua situazione economica rischia di precipitare di brutto. Lo ha fatto capire chiaramente nell’intervista concessa a Le Iene e che andrà in onda questa sera nel corso della trasmissione di Italia 1. L’ex gieffe e portavoce ha risposto alle domanda “senza giri di parole” fa sapere la trasmissione nelle anticipazioni.

Ha raccontato di aver fatto leggere il libro prima a Conte, terrorizzato che non gli piacesse, ma poi l’ex premier ha espresso il suo gradimento. Riuscire a vendere quante molte copie è la previsione. Ha infatti detto che guadagnerà più di centomila euro.

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Casalino: “Centrodestra al potere per colpa dell’innominato”

Copertina del libro Il portavoce

Cercare di ottenere quanti più proventi possibili è ora un obiettivo importante per Casalino perché con la fine dell’esperienza di governo è disoccupato. Situazione scomoda per chiunque e forse per lui ancora di più visto quanto guadagnava.

Senza benefit ogni mese la cifra netta portata a casa era di 6200 euro. Pensare che dalla politica ci abbia guadagnato, però sarebbe sbagliato. Ha affermato che il suo patrimonio personale è diminuito di ben 150mila euro.

Casalino ha risposto a domande personali come appunto quanto ha guadagnato ma ha anche espresso giudizi sui politici. Ha definito Giuseppe Conte un presidente del Consiglio “unico” e che gli correggeva qualsiasi cosa, anche un comunicato stampa di due righe.

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Zingaretti è per lui una brava persona mentre Renzi viene definito “l’immoralità politica”. Analizzando la situazione che ha portato alla caduta del governo ha detto che qualcuno è riuscito a portare al potere il centrodestra. È stato “l’innominato”: nomi non ci sono ma non è difficile collegare l’entità all’immoralità politica.