Bollo auto e multe: il piano di Draghi per eliminare il pagamento

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Bollo auto e multe: il nuovo “decreto Sostegno” potrebbe portare una grossa novità sulla questione fiscale. Si parla di uno stop delle notifiche fino al 30 aprile da parte dell’esecutivo e la cancellazione delle (alcune) cartelle esattoriali. I due punti salienti del decreto.

LONDON, ENGLAND – DECEMBER 04: Folders containing patient records are pictured in a General Practitioners surgery on December 4, 2014 in London, England. Ahead of next years general election, the Chancellor of the Exchequer, George Osborne, has said he will put an extra £2bn into frontline health services across the UK, ahead of a plan drawn up by NHS bosses calling for an extra £8bn a year by 2020. In England, everyone would be able to see a GP seven days a week by 2020. (Photo by Carl Court/Getty Images)

L’ipotesi al vaglio è quella di cancellare le cartelle dal 2000 al 2015, per importi massimi fino a 5 mila euro che devono comprendere anche gli interessi. Il provvedimento ricadrebbe su 60 milioni di cartelle esattoriali non pagate, anche i bolli auto e le multe. 

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La misura, al momento ipotetica andrebbe quindi ad “agevolare” una buona parte dei contribuenti: il Sole 24 Ore stima il 46% dei 130 milioni indirizzati all’Agenzia delle Entrate. Nel provvedimento rientrerebbero le persone fisiche ma anche le partite IVA. Stop quindi alle notifiche di cartelle fino al 30 aprile, data al momento dello stato di emergenza per la pandemia in Italia.

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Stop cartelle esattoriali per bollo auto e multe: i costi

Si stima che l’operazione costerebbe due miliardi di euro per il biennio 2021-2022. Per le coperture Draghi dovrà puntare su una buona maggioranza, anche perché le forze di sinistra punteranno quasi certamente ad ostacolare la misura. Il provvedimento potrebbe anche aggiungere qualche novità per gli importi superiori ai 5.000 euro, Draghi sarebbe pronto a introdurre agevolazioni per i contribuenti colpiti dalla crisi, ipotesi che al momento rimane incerta e tutta da confermare. Sembra anche che per il MEF il governo stia prendendo in considerazione la possibilità di dilazionare i pagamenti in due anni, senza interessi.