Astor Piazzolla: il centenario dell’uomo che rivoluzionò il tango

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Il doodle di Google di oggi è un omaggio al genio Astor Piazzolla, un uomo che con la sua musica rivoluzionò il tango: nato 100 anni fa, l’11 marzo 1921 in Argentina da una famiglia di immigrati italiani. 

(Fonte foto: profilo Twitter Teatro “La Fenice”, Astor Piazzolla (1921 – 1992)

Ci sono uomini che nella storia vengono ricordati come pionieri. Questo è il caso di Astor Piazzolla che, proprio con la sua musica e con le sue influenze riuscì ad innovare un genere: un compositore di talento capace di cambiare volto al tango, fino ad allora un vero e proprio “dogma”. La sua storia è viaggio che per forza di cose riesce ad intrecciarsi con l’italianità, in tal senso le sue collaborazioni con Mina, Milva e Tullio De Piscopo sono una testimonianza ancora oggi memorabile dell’internazionalità del compositore.

Nato l’11 marzo 1921 a Mar del Plata, da genitori immigrati italiani, Astor Piazzolla si trasferì con la famiglia a New York quando aveva solo quattro anni. Negli anni successivi e durante la permanenza negli Stati Uniti inizio a suonare il bandoneón (una fisarmonica utilizzata principalmente nel tango). Sembra che quello strumento regalatogli dal padre lo indusse a comporre il suo primo tango, all’età di 11 anni, e fu lì che fin da subito si comprese il grande talento di Piazzolla. Dopo un bagaglio di influenze musicali Piazzolla tornò in Argentina nel 1936 per suonare con diverse orchestre di tango. Qualche anno dopo il compositore argentino andò a vivere a Buenos Aires dove, da arrangiatore, diede vita, nel 1946, all’Orquesta Típica.

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Astor Piazzolla e l’evoluzione del tango 

Intraprese gli studi a Parigi con un’altra figura unica del panorama musicale, Nadia Boulanger. Un Viaggio che fece fare un passo in più al compositore che, tornato in argentina darà forma al nuevo tango: una innovazione che accoglieva improvvisazione Jazz ed elementi orchestrali mai visti prima nella composizione del tango, come la chitarra elettrica, l’organo Hammond, il basso elettrico, la marimba, le percussioni, batterie e il flauto. Elementi unici e mescolanze che fecero storcere il naso ai puristi in argentina.

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Gli anni successivi furono quelli che consegnarono a Piazzolla il successo internazionale. Celebre la sua composizione dell’album Libertango, realizzato nel 1973 in Italia, Paese che divenne per certi aspetti una seconda casa per il musicista, che collaborò anche per la realizzazione di alcune colonne sonore in film italiani. Astor Piazzolla morì in Argentina nel 1992, dopo due anni di coma causati da una emorragia cerebrale nel corso della sua permanenza a Parigi. Di lui rimane ancora oggi un’eredità dell’evoluzione di un genere musicale oltre i classici canoni.