L’Ue si proclama “zona di libertà lgbt”: cosa significa a livello giuridico

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L’Unione Europea ha adottato una risoluzione in cui si proclama “zona libera lgbt”. Gli stati membri si devono adeguare 

L’Unione Europea si è proclamata “zona di libertà lgbt”. Il Parlamento Europeo ha affrontato questo punto in una risoluzione, ma cosa vuol dire in concreto zona di libertà lgbt?

Cosa significa “zona di libertà lgbt”

Nella risoluzione del parlamento europeo si legge «Le persone lgbtqi ovunque nell’Ue dovrebbero godere della libertà di vivere e mostrare pubblicamente il loro orientamento sessuale e la loro identità di genere senza temere intolleranza, discriminazione o persecuzione, e le autorità a tutti i livelli di governo in tutta l’Ue dovrebbero proteggere e promuovere l’uguaglianza e i diritti”.

Con queste parole l’istituzione sta ribadendo che l’Unione Europea riconosce la libertà sessuale e di genere come diritto fondamentale e che pertanto i membri dell’unione devono adeguare le proprie politiche interne al rispetto e la garanzia di queste libertà.

Questa risoluzione del Parlamento Europeo vuole essere un monito per quegli stati che si stanno rendendo autori di azioni e politiche omotransfobiche. Si tratta in particolare di Polonia e Ungheria. Nello specifico in Polonia si assiste ad un forte aumento di attacchi ed aggressioni nei confronti della comunità Lgbt. Comuni e contee hanno adottato delle risoluzioni in cui dichiarano di essere esenti dall’ideologia Lgbt. La tolleranza non è nè incoraggiata nè sostenuta con alcun finanziamento dallo stato. Per quanto riguarda l’Ungheria invece vediamo un’espressa presa di posizione del parlamento nel limitare i diritti lgbt, ad esempio non riconoscendo le persone transgender. La risoluzione del Parlamento Europeo fa espressa menzione del deterioramento della situazione in Ungheria.

Non solo, la risoluzione è anche un invito a quegli stati come Italia e Portogallo che non sono ancora intervenuti a legiferare a tutela delle persone Lgbt. In sostanza in Parlamento Europeo sta avvisando i propri stati che un requisito per stare all’interno dell’unione è quello di garantire i diritti lgbt, pena l’avvio del procedimento d’infrazione. Nel testo della risoluzione si precisa infatti che la Commissione dovrà usare tutti gli strumenti necessarie e previsti dall’Unione Europea al fine di porre rimedio alla violazione dei diritti fondamentali degli Lgbt.

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La risoluzione è stata adottata con con 492 voti favorevoli, 141 contrari e 46 astensioni. Tra i pochi, retrogradi e insensibili partiti che hanno votato no a questa risoluzione ci sono la Lega e Fratelli d’Italia. Astenuta Forza Italia con l’eccezione di un europarlamentare che ha votato contro.

La situazione in Italia

Come accennato, l’Italia è uno di quesi paesi dell’Unione Europea che deve intervenire e legiferare a tutela delle persone Lgbt e, come si evince dalle posizioni prese in merito a questa risoluzione, l’ostacolo principale sta nei partiti di destra. Ancora una volta l’anacronismo e la lontananza dalla cultura giuridica del rispetto dei diritti umani della destra italiana impedisce al nostro sistema giuridico di progredire verso ciò che è rispetto e libertà. Questi signori si troveranno però a fare i conti con un Europa che in questa risoluzione ribadisce di voler essere giusta e illuminata.