Vaccino, AstraZeneca rassicura: “Nessun rischio per embolia e trombosi”

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In una nota ufficiale l’azienda AstraZeneca specifica che il vaccino “non ha mostrato evidenza di un aumento del rischio di embolia polmonare e trombosi venosa profonda”.

astrazeneca poco efficace sulla variante sudafricana
JUSTIN TALLIS/AFP via Getty Images

Dopo che in Danimarca e Austria alcuni pazienti hanno registrato casi di trombosi in seguito alla somministrazione del vaccino AstraZenica, l’azienda rassicura la popolazione europea sui possibili effetti collaterali del siero anti-Covid.

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Vaccino, effetti collaterali: AstraZeneca rassicura

In una nota ufficiale, l’azienda AstraZenaca mette a tacere il clamore sui casi di trombosi e embolie polmonari, comparsi in pazienti della Danimarca e dell’Austria che hanno ricevuto le dosi del vaccino messo a punto dall’azienda insieme all’Università di Oxford e all’azienda italiana Irbm Science Park di Pomezia.

“Un’attenta revisione di tutti i dati di sicurezza disponibili di oltre 17 milioni di persone vaccinate in Ue e UK con il vaccino Covid-19 AstraZeneca non ha mostrato evidenza di un aumento del rischio di embolia polmonare, trombosi venosa profonda (TVP) o trombocitopenia , in qualsiasi fascia di età, sesso, lotto o in un determinato Paese” afferma l’azienda.

Finora in tutta l’Europa e nel Regno Unito, su un totale di 17 milioni di soggetti vaccinati con il vaccino anti-Covid di AstraZeneca, “ci sono stati 15 eventi di trombosi venosa profonda e 22 eventi di embolia polmonare segnalati tra coloro a cui è stato somministrato il vaccino, in base al numero di casi che la Società ha ricevuto all’8 marzo”. Un numero che non preoccupa l’azienda e che anzi “è molto più basso di quanto ci si aspetterebbe che si verifichi naturalmente in una popolazione generale di queste dimensioni ed è simile per altri vaccini Covid-19 autorizzati”.

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Anche l’Aifa, l’Agenzia Italiana del farmaco, ha sottolineato che l’allarme nei confronti del vaccino AstraZeneca è ingiustificato in quanto i casi di decesso verificatisi dopo la somministrazione del siero hanno una casualità solo temporale, dunque non ci sarebbe un nesso tra i due eventi. “Le attività di farmacovigilanza proseguono sia a livello nazionale che europeo in collaborazione con Ema, monitorando con attenzione possibili effetti avversi legati alla vaccinazione” specifica ancora l’Aifa, che spera così di promuovere maggiormente la campagna vaccinale nel nostro Paese.