Annalisa Cuzzocrea, chi è la scrittrice e giornalista di Repubblica

Annalisa Cuzzocrea è una firma di punta del quotidiano ma anche autrice di un libro sui bambini durante il lockdown

Annalisa Cuzzocrea
Annalisa Cuzzocrea (foto Facebook)

A chi segue la politica internata e i talk show in materia. il nome e il volto di Annalisa Cuzzocrea gli sarà familiare. Da anni è una delle firma di Repubblica. Reggina di nascita nel 1974, ha studiato nella capitale in Lingue e letterature straniere e successivamente ha frequentato la scuola di giornalismo a Urbino.

Insieme a Paolo Garimberti e Massimo Giannini è conduttrice per Repubblica Tv mentre per Radio Capital è stata inviata sempre per la politica interna. Dopo il web, sempre per Repubblica, è passata alle colonne del cartaceo dopo ormai da dieci anni è un punto di riferimento.

Della sua vita privata sappiamo che è sposata con un collega, Giandomenico Serrao, giornalista dell’Agi, e che la coppia ha due figli, Carlo e Chiara.

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Annalisa Cuzzocrea, il suo libro suo bambini durante la pandemia

Annalisa Cuzzocrea
Foto Facebook

Annalisa Cuzzocrea è anche autrice di libri. Nel 2004 ha pubblicato Ani Di Franco, la storia della cantautrice americana che solo dopo aver scritto centinaia di canzoni decide di pubblicare un album. Anzi, il primo di una lunga serie di successi.

Il secondo libro è di quest’anno ed è molto attuale. Si intitola Che fine hanno fatto i bambini come recitavano molti striscioni apparsi nelle città italiane chiuse e spaventate un anno fa dal primo lockdown.

Il saggio è un viaggio fatto con psicologi, sociologi, insegnanti, scrittori, economisti, professionisti che prima di essere ciò sono soprattutto genitori. Ben conoscendo le decisioni del governo Conte che seguiva per lavoro, la Cuzzocrea ha realizzato questo libro per provare a capire perché i bambini erano stati dimenticati nelle restrizioni della pandemia.

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Solo mesi dopo il governo e il Comitato Tecnico Scientifico hanno cominciato a comprendere le loro esigenze e ad andare a loro incontro. Una condizione che per molti ancora oggi persiste, soprattutto in alcuni ambienti.