Antonio Sena, il pilota sopravvissuto nella foresta Amazzonica

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Ha dell’incredibile la storia di Antonio Sena, sopravvissuto nella foresta amazzonica dopo essersi schiantato con il suo Cessna 210. Il pilota ha attraversato a piedi la foresta, come ha raccontato al New York Times, superando quasi l’impossibile.

(profilo Instagram Antonio Sena, sopravvissuto nella foresta Amazzonica)

I fatti risalgono a gennaio, Antonio Sena è un pilota di 36 anni ed è riuscito a compiere un’impresa che ha dell’incredibile. Il volo partito da Alenquer era diretto verso una miniera illegale nella riserva di Maicuru. Il volo però dopo quaranta minuti è diventato un incubo, motori spenti, c’è un guasto. Sena si trova a più di 900 metri di altezza, perde quota e si schianta.

Il pilota stava trasportando inoltre un carico di gasolio, tanto che poi l’aereo è andato in fiamme. Antonio Sena però è riuscito a mettersi in salvo, senza danni fisici importanti ma ha dovuto fare i conti con la selvaggia foresta pluviale, come ha raccontato al New York Times “La prima notte è stata terribile. La foresta era piena di rumori, completamente buia. I momenti difficili sono stati tanti: il dolore per i morsi d’insetti, il freddo, la fame. In quei giorni ho capito per la prima volta nella mia vita che cosa vuole dire essere, davvero, “essere affamati”. Solo il pensiero della mia famiglia e la fede in Dio mi hanno sostenuto”.

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Farsi trovare in una foresta immensa come quella pluviale è cosa difficile, per questo il pilota ha deciso di accamparsi vicino all’aeromobile, per poi però capire di dover cambiare strategia “I soccorritori volavano su di me, ma non riuscivano a vedermi”– così Sena ha deciso di intraprendere il cammino, lungo e faticoso, sempre più nel cuore della foresta.

Anche i giaguari sono un pericolo secondo il pilota, quindi decide di spostarsi nelle prime ore del mattino costruendo anche piccoli rifugi “con palme e foglie di sororoca per proteggermi dalla pioggia” ma i branchi di scimmie ragno sono temerarie e provano a distruggergli i ripari: ma sarano proprio le scimmie a dare l’esempio al pilota su come reperire il cibo, come racconta al NYT “Per tre volte ho mangiato uova di uccello inambu, per il resto frutti di breu. Lo facevano le scimmie, potevo farlo anch’io». Antonio perderà 25 chili.

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Com’è sopravvissuto Antonio Sena?

Grazie ad alcuni raccoglitori di noci. Ironia della sorte, che di buon grado aveva portato il gruppo guidato da Maria Jorge dos Santos Tavares, una donna vedova di 67 anni che per necessità economiche si ritrovava a ricercare materia prima nella foresta: e in quel momento si paleserà proprio il pilota, molto provato, dopo 36 giorni.

Il pilota ha raccontato la sua storia ringraziando proprio quella donna che lo ha salvato: “Questa è Dona Maria Jorge e la sua incredibile famiglia, che mi hanno accolto con tanto affetto. Presto ci rivedremo! Ti voglio bene!. “Ora lei è la mia seconda mamma”.