Covid, Mario Draghi e la moglie si sono vaccinati con AstraZeneca

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Mario Draghi e la moglie Maria Serenella Cappello hanno ricevuto oggi, martedì 30 marzo, la prima dose del vaccino AstraZeneca.

Mario Draghi ha ricevuto il vaccino astrazeneca
Mario Draghi e Maria Serenella Cappello nell’hub in attesa di ricevere il vaccino (Twitter: @Palazzo_Chigi)

Come previsto dal piano vaccinale predisposto dalla Regione Lazio, questa mattina il presidente del Consiglio Mario Draghi, insieme alla moglie Maria Serenella Cappello, si è recato all’hub della stazione Termini, a Roma, per sottoporsi alla somministrazione del vaccino anti-Covid. Sia il primo ministro che la moglie hanno 73 anni: entrambi si sono vaccinati con AstraZeneca, come reso noto da Palazzo Chigi. Lo stesso Draghi, nel corso della sua prima conferenza stampa del 19 marzo, aveva annunciato che si sarebbe vaccinato con il siero anglo-svedese.

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha invece ricevuto una dose del vaccino Moderna, come previsto per le persone della sua età. Si è sottoposto alla vaccinazione lo scorso 9 marzo presso l’ospedale Lazzaro Spallanzani di Roma. La presidente del Senato Maria Alberta Casellati e il presidente della Camera Roberto Fico sono invece ancora in attesa della chiamata.

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Vaccino anti-Covid: il punto della situazione di Figliuolo

Come il presidente del Consiglio Mario Draghi, che ha ricevuto oggi il vaccino AstraZeneca, anche tutti gli over 70 possono ormai prenotarsi per la somministrazione del siero anti-Covid. Pochi giorni fa il commissario nazionale per l’emergenza, Francesco Paolo Figliuolo, ha fatto il punto della situazione spiegando che l’attuale ritmo delle circa 250mila somministrazioni giornaliere è destinato a salire. È infatti in arrivo “un quantitativo importante di vaccini”.

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Figliuolo ha in programma di visitare tutte le Regioni del Paese “per conoscere da vicino gli sforzi in corso da parte delle amministrazioni e degli operatori, con l’obiettivo di acquisire e condividere buone prassi, affinché vi sia rapidamente omogeneità di risultati a livello nazionale”. Ad oggi in Italia sono state somministrate più di 9 milioni di dosi, con poco meno di 3 milioni di persone che hanno già ricevuto il secondo richiamo.