Pina Auriemma: chi è l’ex amica e complice di Patrizia Reggiani

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Cosa sapere su Pina Auriemma: chi è l’ex amica e complice di Patrizia Reggiani, quali sono i loro rapporti 25 anni dopo l’omicidio Gucci.

(screenshot video)

Fanno discutere le parole di Giuseppina “Pina” Auriemma, la donna, molto amica di Patrizia Reggiani che ebbe un ruolo determinante nell’omicidio di Maurizio Gucci, assassinato in via Palestro a Milano il 27 marzo 1995. La donna, intervistata da Live Non è la D’Urso, è tornata sulla vicenda che l’ha vista protagonista ormai un quarto di secolo fa e per la quale ha scontato una dura condanna.

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Infatti, Pina Auriemma ha scontato 13 anni di carcere ed è uscita soltanto nel 2010. Di lei se ne è tornati a parlare non solo per la sua apparizione televisiva, ma soprattutto per “House of Gucci”, la pellicola diretta da Ridley Scott, che viene girata in Italia proprio in queste settimane. Nel film, la donna complice di Patrizia Reggiani, Lady Gaga al cinema, è interpretata da un’altra bellissima di Hollywood, ovvero Salma Hayek.

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Cosa ha detto Pina Auriemma sul delitto Gucci e Patrizia Reggiani

Pina Auriemma, però, nell’intervista televisiva chiede in qualche modo che di lei non si parli più: “Il mio sogno era di essere dimenticata. Dopo aver scontato la mia pena fino alla fine, pensavo di non avere più queste sofferenze. Non si può dimenticare che c’è stata una persona uccisa, è una cosa dolorosissima. Ho rimosso tante cose, ma mai questa”. Respinge anche l’appellativo di ‘maga’ che le venne dato spiegando che si trattò di un equivoco legato al fatto che Patrizia Reggiani andasse spesso da maghi e lei qualche volta l’avrebbe accompagnata.

Napoletana di umili origini, Pina Auriemma è stata a lungo davvero legatissima a Patrizia Reggiani, ma a quanto pare fu proprio durante la detenzione in carcere che le cose cambiarono molto: “Lei mi provocava, mi diceva delle cose che è meglio non ripetere. Io sono impulsiva e mi prendevo tutti i rapporti. Poi ci siamo abituate. Io poi ero la bibliotecaria del carcere, organizzavo gli incontri culturali e lei veniva, ma anche quando ci incrociavamo ci ignoravamo”.