Il caso di Giulia Schiff: dal nonnismo all’espulsione dalla scuola militare

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La vicenda di Giulia Schiff, giovane allieva dell’Accademia militare espulsa poco prima di ottenere il brevetto di pilota, aveva fatto discutere per le presunte vessazioni e il nonnismo negli ambienti dell’esercito.

giulia schiff, dal nonnismo all'espulsione dall'accademia
Giulia Schiff (Instagram)

Da quando nel 2018 Giulia Schiff ha documentato con un video-denuncia il rito di iniziazione a cui è stata sottoposta dai colleghi di corso per diventare pilota di jet, la sua vita è cambiata. La giovane allieva dell’Accademia di Pozzuoli, dopo le sue accuse di nonnismo, è stata espulsa dall’Aeronautica Militare per aver “palesato numerose mancanze nel rispetto delle vigenti regole dell’Istituto, delle norme di vita interna dell’Accademia, nonché di quelle impartite dal Comando”. La giovane allieva veneziana era ormai a un passo dall’ottenere il brevetto di pilota militare. La sua vicenda è finita in Tribunale.

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Nonnismo nell’Accademia militare: il caso di Giulia Schiff

Nel video divulgato si vedeva la giovane allieva ricevere percosse e frustate mentre veniva sollevata dai colleghi, per poi essere sbattuta contro l’ala di un velivolo piantato nel cemento ed essere gettata nella piscina del pinguino, come da tradizione militare. Il rito dei commilitoni viene comunemente denominato “battesimo di volo”. Giulia Schiff aveva vinto un concorso con circa duemila iscritti per l’ammissione di dieci allievi ufficiali di complemento dell’Aeronautica, col fine di ottenere il brevetto di pilota militare, e aveva concluso con successo il tirocinio.

Il fatto denunciato risale proprio all’ultima prova da solista del corso, tenutasi a Latina nell’aprile del 2018. Dal giorno in cui ha reso pubblico il rito di iniziazione, il clima attorno all’allieva veneziana è subito peggiorato, come da lei stessa raccontato: prima l’emarginazione all’interno dell’Accademia e poi l’espulsione. Secondo Giulia Schiff, se non avesse denunciato l’accaduto, adesso si starebbe “addestrando per diventare un ottimo pilota”. “Mi sono ribellata a un rito maschilista e violento che con la tradizione non c’entra niente”, aveva dichiarato al Corriere della Sera.

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La prima udienza del processo si è tenuta il mese scorso e vede imputati otto sergenti del 70esimo Stormo dell’Accademia Aeronautica. I reati contestati dal giudice sono lesioni personali pluriaggravate in concorso e ingiuria: i sergenti secondo l’accusa avrebbero offeso prestigio, onore e dignità della giovane allieva pilota, usando “violenza” e “cagionandole plurime escoriazioni”. La procura militare aveva accolto la costituzione di parte civile del Partito dei militari, che aveva condannato ogni forma di violenza in ambito accademico.

Secondo il Tar però il provvedimento preso nei confronti di Giulia Schiff non poteva essere considerato una ritorsione, poiché la sua tesi relativa all’espulsione dall’Accademia militare si basava “esclusivamente su presunzioni, supposizioni e argomentazioni induttive”. Le gerarchie militari, in via amministrativa, avevano già “assolto” i sergenti denunciati, classificando l’episodio tra le goliardate tipiche della tradizione.

 

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