E’ possibile ricevere il vaccino anti-Covid in Serbia: basta compilare il relativo modulo e si può anche scegliere quale siero farsi inoculare
Nonostante le promesse del Commissario all’Emergenza Covid, il Generale Francesco Paolo Figliuolo, e dei responsabili governativi, si riscontrano ancora enormi criticità nell’approvvigionamento vaccinale tanto che l’obiettivo delle 500 mila vaccinazioni al giorno al momento è fuori portata. Tuttavia a offrire una sponda agli italiani che vorrebbero immunizzarsi ma che non possono farlo a causa della penuria della “materia prima” è la Serbia che vaccina anche i cittadini stranieri che si trattengono nel Paese balcanico solo il tempo strettamente necessario per la somministrazione.
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Gli italiani interessati non devono fare altro che inoltrare la relativa richiesta compilando il modulo online sul sito del governo serbo. Le modalità su come effettuare la richiesta sono dettagliatamente illustrate sul sito dell’Ambasciata italiana a Belgrado: il relativo modulo, infatti, è solo in lingua serba, quindi in caratteri cirillici, ma si può superare tale inconveniente con un semplice traduttore online.
Nel suddetto modulo da compilare bisogna dichiarare se si è serbi, stranieri residenti in Serbia o stranieri residenti in altri Paesi. Poi vanno inseriti il numero di un documento di identità, il nome, il cognome, un indirizzo mail e un numero di telefono che, però, deve essere serbo. Si deve scegliere anche un luogo del Paese dove si preferisce ricevere la somministrazione del vaccino anti-Covid e infine, prima di autorizzare il trattamento dei dati, è possibile indicare quale siero farsi somministrare. Si può scegliere tra Pfizer-BioNTech, Sputnik V, Sinopharm, AstraZeneca e Moderna.
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Una volta inoltrata la richiesta, non resta che pazientare: si verrà scelti in base alla selezione operata dall’Istituto della Salute Pubblica serbo, l’equivalente del nostro Ministero della Salute; comunque, la risposta potrebbe arrivare in qualsiasi momento via sms o via mail. Alcuni raccontano di essere riusciti a vaccinarsi, con Pfizer, a sole quarantotto ore di distanza dalla richiesta. L’operazione della Serbia, tra i primi Paesi ad avviare la campagna di vaccinazione, strizza chiaramente l’occhio al marketing: vieni, ti vaccino e intanto visiti e scopri il Paese, il malcelato obiettivo dell’apertura della campagna vaccinale agli stranieri.
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