Siti da bonificare: semplificate le procedure

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Nell’ambito della bonifiche dei siti di interesse nazionale si va verso una semplificazione delle procedure. Misure che continuano con l’attuale governo Draghi e che erano state avviate dal Governo Conte I e II.

General view of a flooded rice field during sowing time on May 2, 2013 in Novara, Italy. With a production of over 40 million tons, Italy is the largest producer of rice in Europe. The cultivation is mainly concentrated in Piemonte and Lombardia, with a unique production of 150 different varieties of rice. In Italy the culture period runs from the end of March until the end of October. (Photo by Giorgio Cosulich/Getty Images)

A prevedere le istanze per l’attuazione delle bonifiche presso i siti di interesse nazionale da bonificare (Sin) è il Decreto direttoriale n.46 del 30 marzo 2021, che era stato pubblicato il 1 aprile anche sul sito del nuovo Ministero della Transizione Ecologica dove è possibile trovare tutte le indicazioni necessarie per la presentazione delle istanze, oltre naturalmente alla modulistica per dare via alla valutazione. Il processo continua in conformità con il lavoro intrapreso dall’esecutivo con a capo Conte che aveva già emanato il DL  n.76/2020 che immetteva già misure per lo sviluppo e l’innovazione digitale ma soprattutto la semplificazione.

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Il dl n. 76 porta con sé la novità dell’art. 242 ter al dlgs n.152/2006 (Testo Unico Ambientale). Con questa novità possono essere realizzate opere e apportati interventi, anche normativi, di sicurezza, ma anche per la manutenzione straordinaria e ordinaria delle infrastrutture, anche per le opere di carattere pubblico; dagli interventi sull’idraulica e sui rischi legati, fino alla produzione di energia attraverso fonti rinnovabili.

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Nella misura non rientrano gli impianti termoelettrici, tranne nei casi in cui si tratta di una riconversione da combustibile fossile a fonti meno inquinanti e impattanti. Le opere però non devono interferire in alcun modo con gli interventi di bonifica: non devono quindi pregiudicarli o provocare rischi ai lavoratori o a chi opera nell’area.

Afferma il direttore generale per il risanamento ambientale che l’obiettivo della nuova modulistica è quello di “individuare i contenuti minimi da fornire ai fini della corretta ed esaustiva formulazione delle istanze e garantire la procedibilità delle medesime, con conseguente economia dell’azione amministrativa e accelerazione della conclusione dei procedimenti”.