Covid, allarme OMS: “Contagi e morti in aumento”

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L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha lanciato l’ennesimo allarme: “Contagi e morti in aumento”. In tutta Italia, invece, curva epidemica in decrescita

In tutto il mondo i contagi e le morti stanno continuando ad aumentare a un tasso preoccupante“, ha dichiarato il Direttore Generale dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel corso di un briefing su Papua Nuova Guinea e area del Pacifico occidentale. “A livello globale il numero di nuovi casi di Covid per settimana è quasi raddoppiato negli ultimi due mesi, si sta avvicinando il tasso più alto di infezione visto finora durante la pandemia“, ha sottolineato. Sulla stessa lunghezza d’onda anche Angela Merkel, Cancelliera della Repubblica Federale di Germania: “Purtroppo dobbiamo dire di nuovo: la situazione è seria, molto seria. La terza ondata della pandemia la fa da padrona“. La Cancelliera, nel corso dell’intervento al Parlamento per presentare la modifica della legge sulla pandemia che prevede l’inserimento a livello federale del “freno di emergenza” e per chiedere nuovi poteri per un’ulteriore stretta alle restrizioni, ha poi precisato: “Lo dicono i dati dei posti occupati in terapia intensiva. Non possiamo lasciare da soli medici e assistenti sanitari. Da soli non possono vincere questa battaglia“.

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Covid, allarme OMS: “Contagi e morti in aumento”. In tutta Italia curva in decrescita

La curva italiana mostra una lenta decrescita: quasi tutte le regioni hanno un calo dell’incidenza. In altri paesi invece la curva è in crescita e ciò si traduce in provvedimenti restrittivi“. Così Silvio Brusaferro, Presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, commentando i dati del monitoraggio settimanale della Cabina di regia. Tuttavia ha ammonito: “C’è ancora un sovraccarico dei servizi assistenziali e si superano soglie per terapie intensive e mediche: l’incidenza decresce ma molto lentamente. Tenere alta la guardia. Con l’inizio delle vaccinazioni i casi stanno decrescendo tra over 80 e 60-69enni“. “Monitorare la ripresa“, gli ha fatto eco Giovanni Rezza, Direttore Generale del Dipartimento Prevenzione del Ministero della Salute.

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Anche questa settimana si osserva “un’ulteriore diminuzione del livello generale del rischio“, con una sola Regione, la Calabria, che ha livello di rischio alto contro le 4 della scorsa settimana. Sedici le Regioni/Province Autonome, contro le 15 della settimana precedente, con rischio moderato, e 3, Abruzzo, Campania, Veneto, oltre alla Provincia di Bolzano, con rischio basso secondo la bozza del monitoraggio 5-11 aprile dell’Istituto Superiore di Sanità e del Ministero della Salute. Tuttavia, si legge nelle conclusioni del report, “è fondamentale evitare tutte le occasioni di contatto non strettamente necessarie“.