Damiano Tommasi, il curioso soprannome del campione della Roma anni 2000

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Damiano Tommasi ha un soprannome davvero curioso, Anima Candida, ecco come nasce e chi lo ha ideato alla fine degli anni 90

Damiano Tommasi

L’ex presidente dell’Associazione italiana calciatori Damiano Tommasi, in carica dal 2011 al 2020, è uno personaggio davvero atipico nel mondo del calcio. Tanto quando era atleta, quanto dopo il ritiro, è sempre stato fuori da polemiche e visioni di parte privilegiando uno stile unitario, sobrio e distaccato.

Uno stile, probabilmente, in netto contrasto con la modalità prevalente di agire di calciatori e dirigenti, uno stile che gli è valso un soprannome davvero curioso. Il soprannome di Damiano Tommasi è Anima Candida. Vediamo insieme le genesi e chi lo ha ideato.

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Damiano Tommasi nasce a Negrar in Valpolicella, provincia di Verona, il 17 maggio 1974. Inizia la sua carriera nel Verona e nel 1996 approda alla Roma società in cui svolgerà quasi tutta la sua carriera conquistando uno Scudetto ed una Supercoppa. Gli ultimi scampoli sono spesi in Liga, al Levante ed in Cina al Tianjin.

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E proprio a Roma gli viene affibiato il soprannome che ancora lo contraddistingue. Nasce tutto durante la stagione calcistica 1997-1998 quando alle dipendenze del tecnico boemo Zdenek Zeman si pone all’attenzione generale (sarà presto convocato anche dal Commissario Tecnico della Nazionale Giovanni Trapattoni) per la sua forza fisica e per la sua correttezza in campo una correttezza che è anche il tratto distintivo della sua carriera.

Damiano Tommasi, infatti, è impegnato sin da ragazzo nel volontariato e nel sociale e lo speaker dello Stadio Olimpico, il popolarissimo Carlo Zampa, decide di regalargli quel nomignolo, Damiano Tommasi “l’Anima Candida della Roma”.

Lo stesso centrocampista dimostrò da subito di apprezzare quel soprannome e negli anni se lo è cucito addosso come una sorta di seconda pelle. Ne è riprova il suo discorso di presentazione della candidatura a Presidente della Federazione Italiana Giuoco Calcio.

Nel 2018, infatti, Tommasi decide di sfidare Gabriele Gravina per la guida della FIGC e lo fa con un discorso forte: “Sono un anima candida e per questo voglio dare rappresentanza a chi non ama questo modo di intendere il calcio”. Il tentativo andrà a vuoto ma l’impronta data da Tommasi all’AIC e al proprio progetto  sarà raccolta tanto che da allora Tommasi è consigliere federale.