Matteo Bassetti intervista: “ci saranno nuove ondate, non siamo Covid free”

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Il professor Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, dà delle risposte su come prepararci riguardo la situazione Covid e come affrontare i prossimi mesi.

“Se si vuole arrivare a rischio zero per le riaperture probabilmente bisognerà attendere di aspettare che ci sia almeno il 70% della popolazione vaccinata, quindi ottobre. Il problema non è: se siamo pronti, ma possiamo permettercelo dal punto di vista economico, sociale, psicologico, culturale, di aspettare fino ad ottobre perché qualcuno non è stato in grado di gestire in maniera adeguata la campagna vaccinale?”, queste le parole del primario di malattie infettive di San Martino di Genova al portale Yeslife.

Matteo Bassetti, primario di Malattie infettive all’ospedale San Martino di Genova, spiega in un intervista concessa a YesLife, come prepararsi ai prossimi mesi. Sicuramente non un “liberi tutti”, ma ci vuole un modo di ripartire con un po’ di coerenza. “Basta continue restrizioni e divieti ma maggiore consapevolezza da parte dei cittadini”, afferma il primario.

Le decisioni sono politiche, non sono scientifiche, e molto spesso con la scienza non hanno nulla a che vedere”, continua con parole forti Bassetti.

Secondo il professore è meglio una riapertura controllata che una normalità non controllata perché alla fine in molti vanno a fare attività all’aperto anche se non potrebbero, piuttosto che regolamentarla in maniera precisa.

Ieri in Spagna c’è stato un torneo internazionale di tennis con il pubblico all’aperto, a Madrid sono tornati praticamente ad una vita pre-covid, “mi pare che questa visione oscurantista italiana si sposi poco con quello che sta succedendo in altri Paesi europei come la Spagna e il Portogallo. È difficile paragonare quello che succede in Germania con quello che succede in Italia perché siamo profondamente diversi come modo di vivere. Se a un cittadino tedesco gli dici che deve osservare il coprifuoco dalle 20 alle 6 del mattino per lui non cambia niente perché se lei va in una città tedesca si renderà conto che alle 20 è molto difficile trovare le persone che vanno in giro. Se lei mi dice che a Napoli o a Siracusa bisogna osservare il coprifuoco alle 20 è evidente che le abitudini sono molto diverse”, puntualizza il medico.

Il quesito che riguarda la Germania è che nonostante le vaccinazioni procedano speditamente i contagi sono comunque molto alti. Bassetti spiega che “quello che noi dobbiamo cercare di evitare è di confrontare periodi diversi con numeri di tamponi diversi. Oggi la potenza di fuoco a cui siamo arrivati in Germania, in Italia e in altri Paesi è di circa un milione di tamponi al giorno. Bisogna stare molto attenti all’interpretazione dei dati. Io credo che la Germania stia procedendo molto spedita nelle vaccinazioni rispetto all’Italia ed è verosimile che la Germania rischi di ripartire prima di noi. Loro hanno fatto una scelta diversa cioè quella di stare tranquilli fino a giugno anche perché la Germania è molto diversa rispetto all’Italia, abbiamo un clima profondamente diverso e abbiamo una testa profondamente diversa. Quindi io credo che sia importante evitare di continuare a fare i paragoni con gli altri. Noi non dobbiamo dimenticarci la vocazione che ha il nostro Paese dal punto di vista economico cioè quella turistica. Non si può di certo paragonare la vocazione turistica della Germania con quella dell’Italia“.

Quanto sono pericolose le varianti? Secondo Matteo Bassetti “la cosa più pericolosa della variante indiana è la comunicazione. Io penso e spero che con le varianti ci sia un po’ meno di infodemia e che evitiamo di far diventare un discorso da bar o da social come decidere chi gioca centravanti nelle partite della nazionale“.

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Estate 2021 – risponde Bassetti: “E’ evidente che ci saranno nuovi casi, questo mi pare scontato e fa parte della convivenza con il virus. Avremo delle nuove ondate e quello mi pare evidente. Quanto saranno grandi queste ondate? Tanto maggiore sarà il numero di persone non vaccinate. E’ chiaro che se saremo in grado di vaccinare il 70% della popolazione avremo quell’immunità di popolo che consentirà una minore circolazione del virus e quindi un impatto minore sul sistema sanitario. Cerchiamo di non vivere l’estate con l’idea che tutto sia finito. L’estate sarà un momento giustamente di riposo sapendo che a ottobre o novembre potrebbero esserci dei casi. Dobbiamo cambiare la testa della gente e dei nostri governanti. Se pensiamo di essere un Paese “Covid free” sbagliamo, per cui noi avremo a che fare con questo virus e lo dobbiamo affrontare in maniera un po’ meno pazzoide di come l’abbiamo affrontato fino adesso con chiusure e riaperture. Decisioni prese a livello centrale con organismi che si riuniscono, che decidono è profondamente sbagliato perché dobbiamo arrivare a una gestione dell’epidemia che è sempre più fatta su base locale“.