Oms: variante indiana “potrebbe essere più trasmissibile”

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L’India sta attraversando il suo momento più buio dall’avvento della Covid-19, attanagliato dall’emergenza pandemica il paese ha superato i 200mila morti, con un picco di 3.293 decessi in un giorno. L’Oms: la variante indiana potrebbe essere più trasmissibile.

BENGALURU, INDIA – APRIL 28: Men wearing PPE (Personal Protection Equipment) perform the last rites of a deceased relative in a new crematorium built to cremate the dead due to Covid-19 on April 28, 2021 in Bengaluru, India. on April 28, 2021 in Bengaluru, India. Residents of Indian cities have been leaving in droves to return to villages and towns across the country, sparking fresh fears that Covid-19 infections will spread to areas where health infrastructure is either poor or non-existent. India’s deadly wave of infections is out of control, and the health ministry reported 360,960 new cases and 3293 deaths in the last 24 hours. (Photo by Abhishek Chinnappa/Getty Images)

L’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato che saranno necessari ulteriori studi per confermare che la variante indiana ha un maggiore tasso di trasmissibilità. La variante indiana B.1617 del Coronavirus, afferma l’Organizzazione Mondiale della Sanità “ha un tasso di crescita più elevato rispetto ad altre varianti circolanti in India, suggerendo un potenziale aumento della trasmissibilità, con altre varianti in circolazione che dimostrano anche una maggiore trasmissibilità.

Il risultato è frutto di uno studio preliminare sulle sequenze del virus mutato. La stessa Organizzazione ha detto che saranno “necessari ulteriori studi con urgenza”, per comprendere anche la portata e i motivi che hanno catapultato l’India in una situazione tragica – al momento però oltre questo dato l’Oms non sembra avere particolari preoccupazioni per questo genere di mutazione che sarà tenuto ancora sotto osservazione.

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Le notizie provenienti dall‘India però continuano a preoccupare – i 17,6 milioni di casi e i quasi 200 mila decessi raccolgono la tragica situazione nel paese. I forni crematori sono ormai attivi 24 ore su 24 – la comunità internazionale intanto si mobilità per far pervenire all’India gli aiuti necessari. Il premier Mario Draghi ha detto che l’Italia ha offerto aiuti all’India – esprimendo poi “profonda vicinanza al popolo indiano”. Paesi come Spagna, Belgio, Filippine e Cambogia hanno bloccato gli arrivi dal paese dell’Asia Meridionale – azione necessaria anche secondo il parere dell’assessore alla Sanità della Regione Lazio, Alessio D’Amato che ha affermato, come riferisce l’AdnKronos: “in questa fase è importante bloccare gli arrivi dall’India” – “Daremo, come sempre, tutta la nostra collaborazione alla Protezione civile nazionale e alle autorità di pubblica sicurezza, ma  il tema va risolto a monte sospendendo, in questa fase, gli arrivi dall’India.”. L’assessore ha anche annunciato come due voli sono diretti a Fiumicino e i passeggeri saranno smistati in due centri per gli accertamenti atti ad escludere il contagio da Covid-19, inoltre i passeggeri dovranno eseguire oltre al tampone una quarantena obbligatoria di 10 giorno. L’aereo in questione proviene da New Delhi, uno dei centri più colpiti.

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Anche gli Stati Uniti di Biden si sono mobilitati per inviare materie prime per la produzione dei vaccini all’India, inclusi alcuni respiratori e test per la diagnostica. La situazione sanitaria del paese è al collasso – i media riferiscono anche la difficoltà nella cremazione dei corpi, a causa dell’elevato numero di decessi e dei rifornimenti di legna in esaurimento. Il paese si stringe attorno nel momento forse più tragico nella gestione pandemica. In India, come riporta l’AGI – La Jsw Steel Ltd, una grande azienda siderurgica indiana ha diminuito  la produzione di acciaio per produrre maggiore ossigeno liquido in supporto agli operatori sanitari per cui non c’è tregua nelle operazioni di assistenza ai cittadini. Inoltre il numero delle vittime e dei contagi potrebbe essere sottostimato, come ritengono alcuni esperti.