Morte Maradona, il legale: “Ora risarcimento milionario”

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La morte di Maradona, secondo la perizia medica, poteva essere evitata: il suo legale, pertanto, preannuncia la richiesta di un risarcimento milionario

Diego Armando Maradona (Getty Images)

La perizia medica, affidata a un collegio di 20 specialisti, ha accertato che la morte del “D10S” del calcio, Diego Armando Maradona, avvenuta lo scorso 25 novembre nella sua casa di Tigre, dove non c’era neanche defibrillatore, un poteva essere evitata. A finire nel mirino dei magistrati, quindi, il neurochirurgo Leopoldo Luque, che aveva operato Maradona al cervello per l’ablazione di ematoma subdurale, e la psichiatra Agustina Cosachov, i medici che avevano in cura l’ex fuoriclasse che dovranno rispondere dell’accusa di omicidio colposo e altri reati per cui sono previste pene dagli otto ai 25 anni di reclusione.

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Tuttavia ad agitare il sonno dei due camici bianchi sotto accusa per la loro negligenza nell’assistere il “Pibe de Oro” non solo lo spettro del carcere: infatti, Angelo Pisani, storico legale del fuoriclasse argentino, ha preannunciato l’intenzione di richiedere un risarcimento milionario, in favore degli eredi e dei tifosi, per la morte di Maradona che, senza quel letale mix di disinteresse, negligenza e mancanza di professionalità, poteva essere scongiurata.

Morte Maradona, Pisani: “I responsabili dovranno pagare  il più grande risarcimento”

Angelo Pisani, che di recente ha dato alle stampe un libro intitolato, non a caso, “L’Avvocato del D10S“, chiama in causa anche tutti coloro che, assistenti e organizzatori, avrebbero dovuto prendersi cura di Maradona e che invece hanno assolto tale incarico con dilettantismo: chiaro il riferimento a Matias Morla, il manager di Diego, la cui posizione è al vaglio degli inquirenti argentini in quanto era colui che sovrintendeva all’organizzazione dell’assistenza al “Pibe de Oro” oltre ad aver scelto i medici che lo avevano in cura.

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“Si sapeva, ora è ufficiale nero su bianco, la perizia del tribunale argentino ha confermato tutto quello che ho denunciato da quel triste 25 novembre. Senza rispetto, senza professionalità, senza alcuna pietà e amore hanno lasciato morire Diego Armando Maradona che a loro aveva aperto le porte di casa e affidato la sua vita. Ora i responsabili, non solo medici ed infermieri, ma anche assistenti vari e organizzatori, dovranno subire e scontare pene severe e pagare il più grande risarcimento danni mai calcolato nella storia per una sola vittima di responsabilità professionale e disumana speculazione, sebbene neanche la condanna mondiale che si abbatterà sul clan di responsabili potrà mai restituire il campione del mondo ai suoi cari, amici, tifosi, familiari e figli”.