Festa Inter, è allarme contagi. Anche Sileri è preoccupato

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Dopo che tifosi dell’Inter hanno invaso Piazza Duomo per festeggiare lo scudetto, è allarme contagi. Anche il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri si è detto preoccupato

Lo scudetto dell’Inter, il 19esimo della sua blasonata storia, a 11 anni di distanza dal penultimo, quello conquistato con alla guida l’ex “special one” Josè Mourinho, continua a far discutere: no, questa volta, non c’entrano recriminazioni e polemiche innescate da presunti torti arbitrali, i nerazzurri hanno meritatamente vinto, con 4 giornate d’anticipo, il titolo nazionale come è stato loro riconosciuto dagli avversari, tra i primi a complimentarsi via twitter gli arcirivali bianconeri, da addetti ai lavori e dai tifosi delle altre squadre.

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A riempire le prime pagine dei principali quotidiani e far discutere gli (inviperiti) utenti dei social network la festa dei tifosi interisti che, immediatamente dopo il triplice fischio del match Sassuolo-Atalanta che ha sancito la matematica certezza della conquista dello scudetto, si sono riversati in massa, molti senza mascherina e in spregio dell’obbligo del rispetto del distanziamento sociale, in Piazza Duomo. “Sindaco, perché i tifosi dell’Inter possono fare questo casino, e noi comuni mortali dobbiamo rispettare le regole anche
per andare a mangiare una pizza?”, è uno dei tanti commenti che si legge sulla pagina Facebook del primo cittadino milanese Giuseppe Sala. “Ma le forze dell’ordine dove sono? Milano è una bolgia in questo momento! Una mancanza di rispetto per tutte quelle attività chiuse mesi e mesi”, scrive un altro milanese. Mentre una cittadina rincara la dose: “Il sindaco dov’è? Il Prefetto? Vergogna! È un insulto ai nostri sacrifici“. Ora, però, alle polemiche si aggiunge l’allarme per la possibile esplosione dei contagi da Covid.

Festa Inter, è allarme contagi. Sileri: “Un po’ di preoccupazione c’è”

Un po’ di preoccupazione c’è. Fa male vedere piazza Duomo con 30 mila tifosi urlanti, in festa, molti senza mascherina, vuol dire che si sottovaluta ancora troppo il rischio”. Lo ha detto il sottosegretario alla Salute, Pierpaolo Sileri, nell’intervista concessa al quotidiano “La Stampa”. “Se c’erano positivi, è sicuramente avvenuto qualche contagio. Quanti potremo dirlo solo tra due settimane – ha precisato – “Le forze dell’ordine hanno controllato nei limiti del possibile, sono riuscite a non far proseguire i festeggiamenti oltre l’orario del coprifuoco”, ha chiosato.

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Dunque, anche il sottosegretario Pierpaolo Sileri è sulla stessa lunghezza d’onda del Prefetto di Milano, Roberto Saccone, cui competeva per legge, di concerto con il sindaco, chiudere Piazza Duomo per evitare l’assembramento di tifosi su di giri per la conquista dell’agognato scudetto e quindi prevedibilmente poco propensi a rispettare qualsiasi regola, figuriamoci le misure restrittive anti-contagio: “Quando il popolo dei tifosi, in modo assolutamente spontaneo e non organizzato, scende in strada per festeggiare lo scudetto atteso da anni, bisogna necessariamente coniugare le ragioni della prevenzione del contagio con la gestione dell’ordine pubblico. Abbiamo valutato che chiudere Piazza Duomo sarebbe stato peggio, spazio urbano ampio e con numerose vie di esodo, sarebbe stato inevitabilmente occasione di ancora più densi e rischiosi assembramenti sotto ogni profilo”.