Chi l’ha visto andrà in onda Mercoledì 5 Maggio alle ore 21.20 su Rai3, si partirà subito con il collegamento con Mazara del Vallo. Le indagini sembrano essere partite con il piede sbagliato.
Maria Angioni l’ex pm che si occupò del caso di Denise Pipitone, è stata ascoltata dalla procura come una delle persone informate sui fatti. Si passerà dopo al caso Ciontoli, dove sua madre dichiara di aver sognato suo figlio Marco il quale le aveva detto che sarebbe andato tutto bene.
Queste sono state le dichiarazioni della madre Marina dopo aver ascoltato la sentenza della Cassazione che ha confermato la condanna a 14 anni di carcere per Antonio Ciontoli, il quale è stato accusato dell’omicidio di Marco Vannini.
Ci saranno anche altri documenti sulla vicenda del Comandante Marcos, l’uomo che ha fatto comparire nuovamente una ragazza scomparsa. Tutto questo con le richieste e gli appelli del pubblico faranno parte della puntata che andrà in onda alle ore 21.20 su Rai3.
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La vicenda giudiziaria cominciata con l’omicidio di Marco Vannini è stata conclusa. Il ragazzo era morto nella casa di famiglia Ciondoli a Ladispoli, durante la notte tra il 17 e il 18 Maggio 2015.
La Cassazione ha confermato la sentenza d’appello del 30 Settembre scorso, la quale aveva condannato l’uomo per omicidio con dolo, il resto della famiglia è stata accusata di concorso anomali.
Nel momento della sentenza, tutta la famiglia del ragazzo ha applaudito alla decisione dei magistrati. Sono stati decisi 14 anni per Antonio Ciontoli, 9 anni e 4 mesi per sua moglie Maria Pezzillo e i figli Martina e Federico.
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La lunghissima vicenda giudiziaria è terminata con la decisione della quinta sezione penale della Cassazione che ha confermato la sentenza d’appello bis presenziata nel 30 Settembre dello scorso anno.
La sentenza aveva condannato Ciontoli per omicidio con dolo, e il resto della famiglia era accusata di concorso anomalo. La famiglia del giovane si è lasciata andare agli applausi dopo aver appreso la sentenza della Cassazione in aula, ci hanno creduto fino all’ultimo giorno della sentenza.
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