Altro indicente mortale sul lavoro: morto schiacciato un operaio di 46 anni

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Incidente mortale in un cantiere nella Bassa bergamasca: un operaio di 46 anni è morto schiacciato da una lastra di cemento armato

(Getty Images)

Non si arresta la scia di sangue nei luoghi di lavoro: in un cantiere di Pagazzano, nella Bassa bergamasca, un operaio di 46 anni è morto schiacciato da una lastra di cemento armato, denominata in termini tecnici “bocca di lupo”, che, staccandosi dalla gru che la stava sollevando, le è precipitata addosso. Inutile l’intervento di un’ambulanza e di un’auto medica: i sanitari, infatti, non hanno potuto far altro che constatarne il decesso. Intervenuti anche i vigili del fuoco e i carabinieri per i rilievi.

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La vittima si chiamava Maurizio Gritti, domani avrebbe compiuto 47 anni e risiedeva a Calcinate: lascia la moglie e due figli. “E’ caduto e lo ha schiacciato sul colpo” ha raccontato al TgR Lombardia lo zio che si trovava con lui nel cantiere dove sono in costruzione alcune villette a schiera.

Altro incidente mortale sul lavoro: morto schiacciato un operaio di 46 anni

Sul piede di guerra i sindacati Cgil, Cisl e Uil che hanno annunciato uno sciopero, circoscritto alla provincia bergamasca, del settore edile per due ore nella giornata di mercoledì 12 maggio. È previsto anche un presidio dalle 16 alle 17 davanti alla Prefettura di Bergamo.
“Al Prefetto chiederemo di intervenire presso il Governo perché venga riattivato subito il Tavolo della Salute e della Sicurezza costituito presso il Ministero del Lavoro”, hanno dichiarato all’unisono Luciana Fratus della Fillea-Cgil, Simone Alloni della Filca-Cisl e Giuseppe Mancin della Feneal-Uil di Bergamo. “Lo diciamo da anni, basta! E’ inaccettabile che un lavoratore muoia in questo modo – hanno tuonato i rappresentanti sindacali – Ancora una volta registriamo come il settore dell’edilizia sia il comparto più esposto e rischioso. Si muore ancora come 50 anni fa, anche nei cantieri: cadute dall’alto, schiacciamento e movimentazione dei materiali sono le principali cause di infortunio. La positiva ripresa produttiva del settore dell’edilizia anche nella nostra provincia non può corrispondere a un aumento tragico degli infortuni o alla mancata attenzione al tema della sicurezza nei cantieri”.