Rapporto dell’Aifa, 18 milioni di dosi di vaccino, accertate 56mila reazioni avverse

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Rapporto dell’Aifa, 18 milioni di dosi di vaccino accertate 56mila reazioni avverse. Questo dall’inizio della campagna vaccinale. 

milano, 26enne ricoverata in ospedale con trombosi: aveva ricevuto il vaccino astrazeneca
Credit: David Greedy/Getty Images

Prosegue ad un ritmo sempre crescente la campagna vaccinale nel nostro paese. Parallelamente prosegue il lavoro di monitoraggio da parte dell’Aifa, l’Agenzia Italiana del Farmaco sui casi sospetti che possono portare alla scoperta di eventi avversi al vaccino inoculato. Fino ad oggi le segnalazioni di casi sospetti sono state 56.110 su un totale di poco più di 18 milioni di dosi, ovvero 309 ogni 100.000. Da registrare anche 34 casi di trombosi.

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Oltre il 90% dei casi ha presentato eventi avversi decisamente non gravi, come il dolore sul braccio dove è stato inoculato il siero, febbre, stanchezza e dolori muscolari. Le segnalazioni di reazioni più gravi, corrispondono all’8,6% del totale. Complessivamente questi dati non fanno altro che rassicurare l’efficacia e la sicurezza dei vaccini.

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Gli ultimi dati AIFA: il vaccino e le sue reazioni avverse

(Max Cavallari/Getty Images)

“L’analisi dei rischi benefici, tiene a precisare Massimo Andreoni, direttore dell’Uoc malattie infettive dell’Università di Roma Tor Vergata, resta assolutamente favorevole ai vaccini”. Un’ulteriore precisazione da parte del Dott. Andreoni riguarda la sicurezza dei vaccini. Dalle sue parole emerge la conferma di come tutti i vaccini finora approvati siano assolutamente sicuri e non vi sia un vaccino più pericoloso rispetto agli altri.

“Tanto che, rispetto alle dosi, il numero di eventi avversi segnalati con Pfizer è maggiore rispetto a Astrazeneca, e il numero di quelli molto gravi è solo minimamente più alto per il secondo”. Nell’attento e scrupoloso monitoraggio di Aifa non possono mancare gli anticorpi monoclonali, farmaci specifici contro il Covid-19, a disposizione delle persone particolarmente fragili. In Italia gli anticorpi monoclonali sono disponibili dal 10 marzo 2021.

Andreoni conferma che il calo di richiesta degli anticorpi monoclonali, dipende proporzionalmente dal calo dei contagi e dalla riduzione dei casi gravi tra le persone più fragili. Anche questo è un’ulteriore segnale positivo derivante direttamente dalla campagna di vaccinazione. Il rapporto dell’Aifa conferma soprattutto che il vaccino che abbiamo desiderato per tanto tempo, adesso ci sta regalando tutti i suoi effetti positivi in ​​maniera inequivocabile.