Luana D’Orazio, dettagli dal contratto: poteva lavorare lì?

0
200

Luana D’Orazio, secondo Repubblica l’attenzione degli inquirenti si focalizza sulla mansione che doveva essere di catalogazione

Emergerebbero dettagli significativi nella ricostruzione per chiarire le cause della morte di Luana D’Orazio, la 22ennedeceduta in un’azienda tessile in provincia di Prato. Sia la Procura della Repubblica che indaga sul drammatico fatto sia i legali della famiglia stanno lavorando e come riporta Repubblica dal contratto sarebbe emerso che la ragazza aveva solo compiti di catalogazione.

Nulla di nuovo, purtroppo, verrebbe da pensare. Se così fosse non sarebbe certamente la prima volta che un dipendente viene chiamato a ricoprire un ruolo che non gli compete né per formazione professionale né per retribuzione.

Luana è stata uccisa dall’orditoio, la macchina tessile vicino alla quale si trovava. Dall’autopsia è emerso che è stata schiacciata al torace nell’incidente avvenuto lo scorso 3 maggio a Oste di Montemurlo. Proprio ieri consulenti della Procura hanno effettuato un sopralluogo e delle verifiche sulla macchina tessile.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Oggi i funerali di Luana D’Orazio. Il fidanzato: “Mi prenderò cura del figlio”

Luana D’Orazio, due indagati per omicidio colposo

partita la raccolta fondi per il figlio di luana d'orazio
Luana D’Orazio

Sul registro degli indagati al momento ci sono due persone, Luana Coppini e Mario Cusimano, la titolare dell’azienda e il manutentore del macchinario. Sono entrambi accusati di omicidio colposo. Il macchinario che ha ucciso la giovane operaia è sotto sequestro e il consulente della Procura ha fatto la comparazione con un altro uguale presente dell’azienda.

POTREBBE INTERESSARTI ANCHE >>> Roma, drogato e violentato da due conoscenti: due arresti

L’ipotesi principale sulla quale si indaga è che sia stata rimossa una griglia di protezione volta proprio a prevenire incidenti che purtroppo sono sempre più frequenti, anche quelli mortali. Secondo l’Inail lo scorso anno oltre 2000 persone sono morte sul posto del lavoro e nei primi tre mesi del 2021 il numero delle vittime ha già raggiunto 185. Il più delle volte i motivi sono le norme di sicurezza che vengono puntualmente calpestate.