La Sierra Leone vende la foresta pluviale alla Cina

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Si tratterebbe di un accordo abbastanza controverso secondo alcuni oppositori: il The Guardian porta alla luce una trattativa che ha attirato le critiche degli ambientalisti che reputano la concessione: “un catastrofico disastro umano ed ecologico”.

<> at Diaoyutai State Guesthouse on September 2, 2018 in Beijing, China.

Il The Guardian riporta l’accordo tra la Sierra Leone e la Cina. Sembrerebbe che lo Stato dell’Africa Occidentale abbia venduto per 55 milioni di dollari la spiaggia di Black Johnson e parte della foresta pluviale su cui la Cina costruirà un porto di pesca industriale di 100 ettari. Il tutto avvera in un contesto che metterà a rischio le diverse specie in via d’estinzione presenti nell’area, ospitati dal parco nazionale. Il luogo è un punto chiave anche per i pescatori di Sierra Leone che pescano per il sostentamento economico interno il 70% del pesce. Un accordo quello tra Sierra Leone e Cina che potrebbe indebolire anche il tessuto socio-economico interno – con conseguenze che intaccherebbero e non di poco le proprietà di alcuni cittadini.

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Secondo gli ambientalisti l’accordo rappresenta “un catastrofico disastro umano ed ecologico” – rappresentando una minaccia per l’ecosistema e anche per i proprietari terrieri. Come riporta il quotidiano il mare circostante è una risorsa piena di sardine, barracuda e grouper. L’accordo commerciale dice il ministero della pesca, sarà un porto industriale per il tonno e ospiterà grandi navi per il trasporto, la spiaggia, afferma il ministro, come riporta il Guardian è il “luogo più adatto” – il governo sembra aver messo da parte un piano di compensazione di 13,76 miliardi per i proprietari terrieri.

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Gli oppositori richiedono che il governo porti avanti degli studi sull’impatto ambientale e sociale che questa costruzione avrà – a farlo l‘Institute for Legal Research, l’Advocacy for Justice (ILRAJ) e Namati Sierra Leone che hanno scritto al governo affinché riveda il rapporto che localizzava la spiaggi di Black Johnson come il luogo più adatto. Uno dei proprietari terrieri viene proprio citato dal Guardian – James Tonner, che ha indirizzato una lettera al presidente Julius Maada Bio, affinché interrompesse la costruzione. Tonner ha inoltre promosso una campagna di crowdfunding per raccogliere le risorse per avviare un’azione legale.