Denise Pipitone: il mistero della donna bionda fuggita

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Denise Pipitone si aggiunge un nuovo teste, Nicola Pipitone, che racconta: “Donna bionda guidava auto a forte velocità”. Coincidono al racconto luogo della sparizione e orario.

Si continua ad indagare sul caso che da anni ha scosso l’intero Paese: la scomparsa della piccola Denise Pipitone. Stavolta a parlare è una nuova testimone che racconta: ”Era una donna bionda, che oggi, però, non sarei in grado di riconoscere, al volante dell’auto Ford Fiesta grigia che l’1 settembre 2004 vidi passare a gran velocità, e sbandando nello svoltare verso una strada sterrata che si collega con via Salemi, mentre ero davanti l’officina del carrozziere Andrea Gitto, che stavo aiutando a riparare la mia auto, non lontano dalla strada del sequestro di Denise Pipitone”.

Lo ha detto Nicola Pipitone, 48 anni, pescatore, ascoltato come testimone dal tribunale di Marsala nell’udienza del processo per il sequestro di Denise Pipitone, scomparsa da Mazara del Vallo (TP) l’1 settembre 2004, quando aveva poco meno di quattro anni.

Imputati sono la 24enne Jessica Pulizzi, sorella della bambina scoparsa per parte di padre, che è accusata di concorso in sequestro di minorenne, e il suo ex fidanzato Gaspare Ghaleb, 26 anni, accusato di false dichiarazioni al pm. Il teste ha, inoltre, detto che l’auto “proveniva da via Mongiolisi” e che nello svoltare per immettersi sulla strada sterrata “andò a sbattere con una ruota sul marciapedi”. L’auto, ha proseguito Pipitone, transitò davanti l’officina, verso le 11.45: un orario che coinciderebbe con quello della sparizione della bimba. All’inizio dell’udienza, il pm Giacomo Brandini ha chiesto l’acquisizione di due cd con tutti i tabulati telefonici dell’inchiesta sui quali ha lavorato il consulente Gioacchino Genchi.

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Dopo la pausa saranno chiamati a deporre altri due testi tra cui Anna Corona, madre di Jessica Pulizzi ed ex moglie di Piero Pulizzi, il padre naturale di Denise. Corona, però, potrebbe anche avvalersi della facoltà di non rispondere perchè è indagata, sempre per concorso nel sequestro della piccola Denise, in un secondo filone d’inchiesta. Con lei sono indagati Antonino Cinà, la moglie Giovanna D’Assaro e il padre di questa, il pluriomicida Giuseppe D’Assaro.