Pfizer prepara il vaccino per i bambini più piccoli per inizio 2022

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Pfizer prepara il vaccino per i bambini più piccoli. La casa farmaceutica americana spera che ad inizio 2022 sia inoculabile.

Vaccinazione-dei-bambini
Vaccinazione-dei-bambini (Getty Images)

Vaccinare, vaccinare, vaccinare. La parola d’ordine è sempre questa. E più i contagi diminuiscono, più si alleggeriscono le terapie intensive e più aumenta la volontà di sottoporre alla vaccinazione un numero sempre maggiore di persone. I vaccini si stanno rivelando un freno fortissimo alla diffusione del virus. La ricerca, però, continua. Continua perché le variazioni del virus sono sempre da tenere sotto strettissima osservazione e perché si vuole allargare ulteriormente la platea di persone che devono ora, e dovranno tra qualche settimana, sottoporsi alla vaccinazione.

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Pfizer e il vaccino per bambini

Tra le ultime categorie coinvolte nel piano di vaccinazione di massa vi sono i bambini. A fine mese è atteso il sospirato via libera al vaccino Pfizer anche per gli adolescenti tra i 12 ei 15 anni. Se lo augura il ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha sottolineato come vaccinare i giovani sia “strategico ed essenziale per la riapertura in sicurezza del prossimo anno scolastico”.

Pfizer è concentrata, però, anche nella preparazione e sperimentazione di un vaccino per i più piccoli. Vaccinazioni continuativa e dosi anche per i bambini a partire dall’età di sei mesi. Entro la fine dell’anno si attendono i risultati della sperimentazione del vaccino anti Covid Pfizer-BioNTech nei bambini tra 6 mesi e 11 anni, “se la sicurezza e immunogenicità saranno confermate, spiega la società farmaceutica, speriamo di ricevere l’autorizzazione per la vaccinazione di questi bambini più piccoli entro l’inizio del 2022 “.

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La dura critica dell’Oxford Vaccine Group

Pfizer centro Ricerche
Pfizer centro Ricerche (Getty Images)

Secondo Andrew Pollard, direttore dell’Oxford Vaccine Group e tra i coordinatori dei test del vaccino Astrazeneca, “vaccinare i giovani prima dei poveri è moralmente sbagliato”. Lo scopo ultimo di un programma di vaccinazione globale in una pandemia è far sì che le persone non muoiano. Ho lavorato in Nepal e Bangladesh, e colleghi lì stanno affrontando situazioni terribili. Mi sembra moralmente completamente sbagliato che questo possa succedere nel momento in cui molti paesi stanno vaccinando sempre più giovani il cui rischio è molto basso. I bambini hanno un rischio molto vicino allo zero di malattia grave o morte”.