E’ quella inglese la variante del Covid più diffusa nel nostro Paese: secondo l’ISS, è presente nel 73% dei casi accertati
Dal dicembre 2020 nell’1.1% dei casi di positività al Covid è stato sequenziato il genoma del virus per verificare a quale variante appartenesse: secondo i dati riportati nel primo bollettino di sorveglianza dell’Istituto Superiore di Sanità e relativi all’intervallo di tempo 28 dicembre 2020-19 maggio 2021, nel nostro Paese la variante del Covid più diffusa è quella inglese, isolata nel 73% dei casi individuati; la seconda variante circolante in Italia è quella brasiliana (6%), seguita dalla nigeriana (1.17%), dalla sudafricana (0.83%) e dall’indiana (0.02%).
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Intanto è in leggero rialzo la curva epidemica in Italia: nelle ultime 24 ore 3.224 i nuovi positivi, a fronte dei 2.490 del giorno precedente, su 252.646 test analizzati, 140 mila in più rispetto alla precedente rilevazione. Il tasso di positività scende a 1.27% dal 2.3% del giorno precedente. Aumentano anche i decessi, 166 contro i 110 di lunedì, per il relativo computo totale che sale a 126 mila. Prosegue il calo dei ricoveri nei reparti ordinari, -393, così come quelli nelle terapie intensive, -59, con 46 ingressi giornalieri. 11.348 i nuovi guariti mentre scendono gli attualmente positivi: -8.294.
“Questa settimana metà degli adulti della Ue riceverà la prima dose di vaccino“: è quanto ha twittato la Presidente della Commissione europea Ursula Von der Leyen al termine del Consiglio europeo. “Abbiamo fatto progressi costanti nella vaccinazione: trecento milioni di dosi inoculate, 245 milioni di vaccinazioni, il 46% della popolazione adulta dell’Ue ha ricevuto almeno una dose; questa settimana il nuovo traguardo della prima dose somministrata a metà degli adulti residenti nell’Unione: siamo sulla buona strada per raggiungere l’obiettivo di vaccinare il 70% popolazione adulta europea a luglio“, ha precisato la presidente dell’esecutivo europeo mettendo comunque in guardia sul rischio legato alle varianti del Covid.
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“Abbiamo avuto l’occasione di esprimere un ottimismo cauto: sono stati fatti progressi nelle vaccinazioni in Europa ma dobbiamo restare prudenti per le varianti”, le ha fatto eco il Presidente del Consiglio europeo Charles Michel.
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