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TV & Spettacolo

Il Divin Codino, in onda su Netflix: curiosità sul film di Roberto Baggio

Published by
Antonio Rotunno

Il Divin Codino, da ieri è disponibile su Netflix il film biografico sull’uomo oltre il mito, ovvero Roberto Baggio, il film è stato diretto da Letizia Lamartire.

Il Divin Codino, curiosità sul film uscito per la piattaforma Netflix (Getty Images)

Si partirà dagli esordi del giocatore nel mondo del calcio tra le fila del Lanerossi Vicenza, sino all’addio definitivo al calcio, in questo ci sarà anche il rigore sbagliato in coppa del mondo nel ’94.

Nel film ci sono diverse difficoltà messe in evidenza per tutti coloro che decideranno di fare la stessa vita di Roberto Baggio, o che semplicemente stanno affrontando le stesse tematiche e problemi.

Era il 16 Maggio 2004 quando Roberto Baggio disputò l’ultima partita dopo circa 22 anni di carriera, dopo aver conquistato un pallone d’oro e 300 goal, decise di appendere le scarpe al chiodo.

L’addio definitivo ci fu nel 2013 quando si dimetterà dal presidente del settore tecnico della Federcalcio. Oggi Roberto Baggio vive in Veneto ad Altavilla Vicentina con sua moglie Andreina e i suoi 3 figli.

Cerca di dedicarsi alla caccia, al buddismo e ha felicemente lasciato andare il pallone, ha dichiarato di fare la cosa più bella, ovvero stare a contatto con la natura facendo dei lavori che gli danno grande soddisfazione.

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Il Divin Codino, la storia di Roberto Baggio racchiusa in un film

La stima e soprattutto l’affetto per Roberto non sono mai scemai nei tifosi, i quali ancora oggi continuano ad inondarlo di lettere ogni giorno da tutto il mondo. Questo lo rende molto felice e lo lascia sorpreso, proprio perché sono passati diversi anni dalla sua ultima partita.

Roberto è stato l’ultimo attaccante italiano a vincere il pallone d’oro nel 1993, ha saputo ritirarsi al momento giusto, preferendo la vita in campagna al clamore e al caos televisivo.

Ormai non si riconosce più nel calcio, quel mondo è cambiato molto e per questo motivo ha deciso di cambiare strada, ha dichiarato di non tenerci molto alle poltrone, proprio perché il suo progetto presentato a Novembre 2011 è rimasto una lettera morta per poi essere ignorato totalmente.

L’ex calciatore ha anche dichiarato che sapeva di smettere prima o poi, non gli capita mai di guarda le partite proprio perché non lo divertono più. Il calcio odierno per il calciatore è diventato troppo tecnico, manca la componente del gioco di una volta.

Proprio ad Emanuela Audisio ha dichiarato che ad ammazzare tutti i grandi campioni come Roberto sono stati il calcio tattico, ovvero scendere sul campo solo per neutralizzare una certa tipologia di gioco.

Nel momento in cui il gioco del calcio diventa un affare monetario, si esclude il gioco, e quindi il calcio perde tutto il suo senso e la sua magia. Lasciare il calcio ha ridato ossigeno al giocatore che stava soffocando per via degli impegni troppo pressanti.

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Roberto Baggio venne definito mercenario quando lasciò la Fiorentina

Si tratterà anche del suo addio a Firenze e alla Fiorentina, l’evento inaspettato provocò diversi tumulti nella città, dove tutti i tifosi contestarono la dirigenza e accusarono il giocatore di essere un mercenario.

Da sempre Roberto Baggio si è detto riconoscente a Firenze proprio perché quando si era fatto male lo ha aspettato per ben tre anni, non avrebbe mai voluto lasciare la Fiorentina, aveva 23 anni, stava comprando casa, aspettava una bambina, tutto filava per il verso giusto.

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Ma i proprietari del club i Pontello, avevano mentito, lo avevano ceduto agli Agnelli, per questo motivo Roberto si recherà a Roma per parlare con Cecchi Gori, il quale gli dirà schiettamente che se non andava alla Juventus non avrebbe potuto comprare la società.

Per questo motivo verrà additato come un mercenario, definendolo un giocatore senza carattere. In partenza quando è approdato alla Juventus aveva un accordo con l’allenatore Maifredi di non battere rigori contro la Fiorentina, proprio perché il portiere era Mareggini con il quale si conosceva benissimo e si era allenato per diversi anni.

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