Da Lino Banfi corista alla canzone profetica: tre curiosità su Rino Gaetano

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Il 2 giugno 1981 moriva, dopo ore di agonia in seguito ad un incidente stradale, Rino Gaetano, uno dai cantautori italiani più amati di sempre: ecco tre curiosità sulla sua parabola artistica e umana che forse non conoscete

Curiosità Rino Gaetano

Era l’alba del 2 giugno 1981, quaranta anni oggi, quando le radio e le televisioni italiane iniziarono a lanciare timidamente, e sconsolatamente, una grave notizia di cronaca: “Il cantante Rino Gaetano è morto”. In poche ore la notizia si diffuse come un ciclone nelle case di tutto il Paese.

Salvatore Antonio Gaetano, nato a Crotone il 29 ottobre 1950, in pochi anni era diventato uno degli artisti più amati in Italia e la sua improvvisa scomparsa lasciava di colpo un vuoto enorme nella scena musicale del Paese. Una scena allora dominata quasi per intero dai cantautori, una scena nella quale Rino Gaetano rappresentava un’eccezione incredibile.

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Oggi, mercoledì 2 giugno 2021, Festa della Repubblica ricorrono i quaranta anni dalla scomparsa di Rino Gaetano e noi della redazione di Cronaka 12 siamo andati a ripescare tre curiosità sulla sua parabola artistica e umana che forse non conoscete

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Tre curiosità su Rino Gaetano

Partiamo dalla fine, dalla sua tragica morte. Rino Gaetano muore all’alba del 2 giugno 1981 dopo ore di agonia in seguito ad un tragico incidente stradale occorso alle 4:02 all’incrocio tra via Nomentana e via Carlo Fea. 

La dinamica dell’incidente è nota. Rino Gaetano perde il controllo della sua Volvo 343 e si schianta, frontalmente, con un camion che proviene dalla corsia opposta. Rino probabilmente ha avuto un malore (o un colpo di sonno) ma questo fattore non sarà mai chiarito. Chiaro invece quello che accade tra le 4 e l’ora della morte.

Il cantante calabrese, ma ormai romano di adozione, viene rifiutato in sequenza dal Policlinico Umberto I, dal San Giovanni, dal San Camillo, dal CTO di Garbatella, dal Policlinico Agostino Gemelli e dal San Filippo Neri. Non hanno posti per trattare il caso chirurgicamente. Si perde tempo prezioso, Rino ha una frattura alla base del cranio. Alla fine è il Gemelli ad accoglierlo, ma ormai Rino è molto grave ed il decesso arriva inesorabile.

La tragica sequenza era stata descritta e cantanta dallo stesso Rino Gaetano in un brano del 1970, La ballata di Renzo. Un brano inciso su una lacca di proprietà della famiglia e pubblicato solo nel 2009. Il testo è incredibile. Si parla della morte per incidente stradale di “Renzo”. Morte che arriva per mancanza di posti in ospedale.

“S’andò al san Camillo E lì non lo vollero per l’orario. La strada tutta scura” recita il testo e ancora “S’andò al san Giovanni E li non lo accettarono per lo sciopero”. E la drammatica chiosa “S’andò al Policlinico Ma lo respinsero perché mancava il vice Capo. Quando Renzo morì, io ero al bar”.

Esattamente dove si trovava la donna della sua vita, Amelia Conte, per cercare soccorsi. Donna che avrebbe sposato alla fine del 1981 nella Chiesa del Sacro Cuore di Gesù di Via Marsala. La chiesa dove si svolsero i suoi funerali.

La seconda curiosità è di contro più delicata e riguarda il brano del 1978 Nuntereggae più. Uno dei più conosciuti e amati del cantante. Il corista che ripete ossessivamente la frase “Nuntereggae più” non è altri che Pasquale Zagaria nato ad Andria il 9 luglio 1936 meglio conosciuto come Lino Banfi il grande attore pugliese.

La terza curiosità è relativa ad un rapporto professionale di cui davvero sanno in pochi. Rino Gaetano era molto amico di Anna Oxa. Tra i due c’era grande affinità tanto che era in progetto un doppio album, con relativa tournée, sullo stile del Banana Republic di Dalla e De Gregori. Ma più pop, più scanzonato. Il progetto dove sostanziarsi nell’estate edl 1982 ma il destino arrivò qualche mese prima che potesse realizzarsi.