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Cronaca

Niente tavolate, ai ristoranti limite di quattro: le polemiche sulle riaperture

Published by
Giuliana Macaluso

Niente tavolate ai ristoranti, il limite sulle riaperture resta di quattro, sia in zona gialla ma anche in bianco, ma ci sono già le polemiche.

Il ministero della Salute corre ai ripari dopo l’interpretazione da “liberi tutti” data alle ultime dalle linee guida sulle riaperture e ribadisce la priorità della norma primaria, in questo caso il Dpcm in vigore fino al 31 luglio, rispetto a qualsiasi altra indicazione. Dunque le linee guida sulle riaperture rispetto ai ristoranti obbligano ad un solo tavolo, al chiuso come all’aperto, solo quattro persone, unica eccezione se si tratta di uno stesso nucleo convivente.

Una sottolineatura che, naturalmente, vieta anche gli inviti a cena a casa più numerosi. Anche per le visite ad amici o parenti, infatti, resta in vigore il limite di quattro persone più eventuali figli minorenni.

E intanto scoppia un caso Sardegna dove l’ordinanza del governatore Christian Solinas che fissa i paletti per chi riapre le sale al chiuso ha mandato in crisi i ristoratori, anche per la difficoltà a farsi carico delle misurazioni previste. “Una persona ogni 20 metri cubi d’aria e un tasso di ricambio dell’aria non inferiore a 0,5″, afferma il governatore. Un calcolo non semplice, di sicuro ben diverso da quello della distanza tra i tavoli, dove è sufficiente un metro.

Cristiano Aresu, titolare di un ristorante proprio accanto al consiglio regionale, e dunque in pieno centro a Cagliari, lo ammette sin da subito: “Non so come farò a misurare, gli spazi ci sono e sono ampi. C’è ancora paura, al chiuso ho novanta posti su tre sale. Ho lavorato bene anche nell’ultima settimana, chiedo a tutti di avere sempre rispetto delle regole per non ricadere a ottobre in un possibile lockdown”, afferma.

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E, sui metri cubi d’aria da misurare, “Solinas è qui vicino. Venga a mangiare da me e mi dica come fare”. Roberto Cinus, anche lui in zona centrale: “I 20 metri cubi? Chiamerò un ingegnere per fargli fare i conti. Ma poi cosa vuol dire 20 metri cubi d’aria dentro una sala che ha un’altezza di cinque metri? Va misurata in altezza o in larghezza?” Un altro ristoratore, Antonello Ghiani, è netto: “Non ho fatto ancora calcoli ma mi sembra un’assurdità mettere questo vincolo di 20 metri cubi d’aria per ogni cliente proprio ora che siamo diventati bianchi.  I tavoli hanno la distanza garantita. dovrò chiamare un ingegnere o un geometra per capire cosa devo fare”.

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