Natasha Korsakova: chi è la violinista e scrittrice di origine russa

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Ecco chi è Natasha Korsakova, di origini russo-greche, violinista e autrice internazionale. Il 4 maggio pubblica il suo nuovo libro “L’ ultima nota di violino. Il primo caso del commissario Di Bernardo”.

Il tedesco Süddeutsche Zeitung descrive la capacità di Natasha Korsakova di suonare il violino come “un’esperienza di ascolto peccaminosamente bella“. La violinista è attualmente ambita per far parte di orchestre e festival musicali nazionali e internazionali.

La pluripremiata violinista è apparsa in molte delle sale da concerto più prestigiose del mondo. Si è esibita con l’Orchestra Sinfonica di Milano G. Verdi, la Vienna Chamber Orchestra, l’Iceland Symphony Orchestra, l’Orchestra della Svizzera Italiana, l’Orchestra Filarmonica della Dutch Radio Broadcasting e molti altri.

La violinista diventa “Artista dell’anno” in Cile e in Italia. È stata insignita del «Premio Sirmione Catullo» e si è esibita al Palazzo del Quirinale e nella famosa Piazza Campidoglio a Roma, alla presenza del Presidente dello Stato italiano. Nel 2011 inoltre ha suonato per il Papa Benedetto XVI presso la Sala Nervi in ​​Vaticano, insieme all’eccezionale violinista svizzero Manrico Padovani.

Natasha Korsakova si è esibita negli Stati Uniti per molti anni. In Russia è stata la prima musicista a ricevere il premio del pubblico “Russian Muse”. Il suo repertorio comprende più di 60 Concerti per violino e orchestra, oltre a innumerevoli opere di musica da camera.
L’artista è spesso invitata come ospite a trasmissioni televisive tedesche e italiane e talk-show per programmi come ARD, BR, RAI e Mediaset.

Chi è Natasha Korsakova

La violinista è nata in una famiglia di musicisti a Mosca e ha iniziato a suonare il violino all’età di 5 anni. Infatti molta della sua educazione musicale è dovuta a suo padre, il noto virtuoso del violino russo Andrej Korsakov. Sua madre invece è la pianista Yolanta Miroshnikova-Caprarica. Dopo la morte prematura di suo padre, Natasha Korsakova ha studiato sotto la guida del Prof. Ulf Klausenitzer a Norimberga e poi con il Prof. Saschko Gawriloff a Colonia.

Natasha Korsakova suona uno strumento prezioso, lo Stradivarius-Vuillaume “Messia” fabbricato a Parigi nel 1870. Attualmente Korsakova vive nel sud della Svizzera.

La passione per la scrittura

Il primo romanzo poliziesco di Natasha Korsakova, “ Deadly Sonata ” – Un caso per il Commissario Di Bernardo, è stato pubblicato in Germania, Austria e Svizzera da Heyne Verlag (Penguin Random House). È stato presentato alla Fiera del Libro di Francoforte nell’ottobre 2018 ed è stato ora tradotto in italiano e ceco. È ospite di numerosi festival di letteratura in Germania, Austria, Svizzera e Italia. Il suo secondo romanzo poliziesco, “ Römisches Finale” – Ein neuer Fall für Commissario Di Bernardo (Heyne) è stato pubblicato nell’autunno del 2019. Ciò che la rende speciale come autrice è che suona brani classici per violino che compaiono nei suoi romanzi durante le letture e presentazioni di libri.

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Il nuovo libro di Natasha Korsakova

Lo scorso 4 maggio 2021 Natasha pubblica il suo nuovo libro “L’ ultima nota di violino. Il primo caso del commissario Di Bernardo“. In questo giallo sorprendente, Natasha Korsakova ci accompagna in una Roma logora ed eterna, tra eleganti sale da concerto e artisti senza scrupoli, regalandoci un’indimenticabile figura di detective “vecchio stile” con un’incrollabile fiducia nel potere della giustizia.

Un killer spietato e l’ossessione per uno strumento leggendario fanno da protagonisti. Nel 1716 nel suo laboratorio, Antonio Stradivari ha ultimato un violino perfetto, il suo capolavoro, ma dietro quello strumento c’è molto di più: un segreto, destinato a essere tramandato per generazioni. Esattamente 300 anni dopo, a Roma, il commissario Di Bernardo riceve una telefonata dal suo partner, l’ispettore Del Pino: la potente agente musicale Cornelia Gardini è stata assassinata. Quando anche la nipote della donna, violinista, viene aggredita brutalmente, e diversi indizi fanno pensare a un collegamento con il capolavoro di Stradivari, a Di Bernardo non resta che addentrarsi nel lato più torbido e oscuro della musica classica. Sulle tracce di un tesoro per cui molti sono disposti a uccidere, e a morire.

 

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