Sri Lanka, affondata nave cargo: sostanze chimiche e microplastiche in mare

0
144

Nello Sri Lanka si è abbattuto il peggior disastro ambientale nella storia del Paese: una nave portacontainer è affondata inquinando il mare con prodotti chimici e microplastiche.

sri lanka, affondata nave cargo
(screenshot video)

Nello Sri Lanka è in corso una drammatica catastrofe ambientale. Una nave mercantile singaporiana, la MV X-Press Pearl, è affondata al largo della costa occidentale a causa di un incendio. Lunga quasi 200 metri, trasportava 1486 container con 25 tonnellate di acido nitrico, idrossido di sodio e altre varie sostanze chimiche pericolose. Inoltre i serbatoi contenevano oltre 300 tonnellate di carburante.

Insieme ai prodotti inquinanti, una grande quantità di microplastiche si è riversata in mare inquinando le spiagge vicine. Per provare a raccogliere i minuscoli frammenti si stanno utilizzando gli scavatori meccanici. Secondo le autorità locali si tratta del peggior disastro ambientale nella storia del Paese. Sulla vicenda è stata aperta un’inchiesta.

Ti potrebbe interessare anche -> Ambiente: dal 3 luglio stop alla plastica monouso

Sri Lanka, cosa è accaduto alla nave cargo affondata

La nave portacontainer immatricolata a Singapore era partita poco più di due settimane fa dal porto di Hazira, in India. Il 20 maggio si è era incendiata al largo dello Sri Lanka, iniziando a riversare in acqua le sostanze inquinanti, che in poco tempo sono arrivate fino alle spiagge della zona. L’equipaggio, formato da 25 persone, è stato fatto subito evacuare ma le fiamme sono state domate con grande difficoltà.

Ti potrebbe interessare anche -> Allarme rischio pandemia Aviaria H5N8 lanciato su Science

Quando il mezzo è andato a fuoco si trovava ancorato a circa 16 km dal porto di Kepungoda, situata a nord della capitale commerciale Colombo. Una squadra di soccorso per limitare i danni ambientali nelle coste aveva provato a trascinare la nave più al largo, senza però ottenere risultati significativi. Ieri, mercoledì 2 giugno, il relitto è affondato compromettendo la vita marina e le piante delle zone lagunari.