È morto a 89 anni il famoso direttore d’orchestra Giacomo Zani: è rimasto vittima oggi giovedì 17 giugno in un tragico incidente a Casalmaggiore.
È rimasto vittima di un incidente il noto direttore d’orchestra Giacomo Zani, 89 anni. Stando a una prima ricostruzione di quanto accaduto oggi giovedì 17 giugno il maestro era a Casalmaggiore, in provincia di Cremona, alla guida della sua Subaru. L’uomo lungo una curva ha perso il controllo dell’auto ed è andato a sbattere contro un palo della luce finendo poi in un fosso che costeggia la strada.
I minuti successivi sono stati una corsa contro il tempo per cercare di salvare la vita all’ex direttore d’orchestra: altri automobilisti hanno chiesto l’intervento dei soccorsi. Sul posto sono intervenuti i medici e paramedici del 118: Zani respirava ancora ma aveva perso conoscenza. Le sue condizioni però sono fin da subito apparse disperate: è morto poco dopo l’arrivo in ospedale a Casalmaggiore.
Ora in tanti ricordano il grande maestro: era un famoso direttore d’orchestra nonché ex direttore della Casa Musicale Sonzogno, dove ha ricoperto l’incarico dal 1977 al 2011. Casa sua era la Lombardia, ma non solo: la musica lo ha portato a girare il mondo esibendosi in importanti teatri. Tra i suoi incarichi c’è anche quello di direttore dell’orchestra del Teatro Massimo di Palermo e poi direttore artistico del Teatro Giglio di Lucca.
Dopo gli studi in pianoforte e composizione si trasferisce a Parigi per proseguire le lezioni. Si laurea in farmacia e consegue in Francia il diploma in direzione d’orchestra. Una volta rientrato in Italia vince un concorso indetto dalla RAI, e inizia la sua carriera a livello internazionale.
L’ultimo lavoro lo ha portato a Seoul dove nel 2005 ha diretto l’Andrea Chenièr. Tanti i riconoscimenti e i premi che ha ricevuto nella sua lunga carriera: nel novembre del 2017 ha ottenuto il Premio Caruso alla Carriera. Si stava godendo la vecchiaia nella sua villetta nel Cremonese. Fino a oggi, quando un tragico incidente l’ha portato via.
Terminata la carriera come direttore, continua a occuparsi di musica collaborando, in qualità di direttore artistico, con la Casa Musicale Sonzogno. In quel contesto rivaluta compositori trascurati e si occupa di revisionare criticamente opere, tra cui i Pagliacci di Leoncavallo, ancor oggi rappresentate nelle versioni da lui proposte. Rassegna le dimissioni dall’incarico a fine 2011, dopo trentaquattro anni di attività.
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Tornato a vivere a Casalmaggiore, dona alla comunità la propria imponente biblioteca, oltre alla sua abitazione, una villa liberty destinata a divenire una Casa della Musica e della Cultura.
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