Aranzulla cerca redattori per schede tecniche: polemica social per la paga

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Scoppia la polemica su Twitter per un’offerta di lavoro di Salvatore Aranzulla in cui vengono proposti 5 euro per realizzare singole schede tecniche di prodotti tecnologici: la sua reazione non si è fatta attendere.

polemica social su aranzulla
Salvatore Aranzulla (Facebook)

Salvatore Aranzulla è nel mezzo di una vera e propria bufera social. Nelle ultime ore è iniziata a circolare su Twitter l’offerta di lavoro “Redattore freelance per schede prodotto di tecnologia” pubblicata sul sito aranzulla.it. Il motivo? L’indignazione per il compenso. A scatenare il caos diffondendo lo screenshot dell’annuncio è stato prima un utente di Twitter, seguito poi dal direttore di Wired Italia Federico Ferrazza.

La posizione ricercata dal noto divulgatore informatico è quella di un collaboratore esterno per lo sviluppo di schede tecniche che possa lavorare a distanza in ritenuta d’acconto o partita Iva. In poche parole, un redattore freelance ghost writer. Il compenso – si legge nell’annuncio – è quantificato a 5 euro netti a scheda, che deve essere caratterizzata da nome del prodotto e descrizioni di 40 caratteri, 200 caratteri e più di 200 caratteri. Numerosi profili social hanno però ritenuto “scandaloso” il compenso e per questo motivo, nel giro di qualche ora, Salvatore Aranzulla è finito al primo posto delle tendenze su Twitter.

“Ho cercato schiavismo su Google ed è uscito il nuovo tutorial di Aranzulla”, si legge tra i tantissimi tweet d’accusa. “Mi è caduto veramente in basso”, spiega un altro utente. “Aranzulla facci un tutorial su come campare con le tue offerte di lavoro”, si legge in un altro tweet. “Ci siamo giocati pure Aranzulla, non ci si può fidare più di nessuno in questo mondo”, viene fatto notare in un altro post. La risposta del blogger informatico alle critiche tuttavia non si è fatta attendere ed è stata particolarmente precisa.

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La risposta di Salvatore Aranzulla alla polemica sulla sua offerta di lavoro

Salvatore Aranzulla ha voluto far notare a tutti coloro che in queste ore lo stanno criticando per la sua offerta che il compenso non è riferito alle ore di lavoro, come d’altronde specificato nello stesso annuncio, ma alla singola scheda tecnica realizzata. E a quanto pare per scriverla non si impiegherebbe molto tempo. “In un’ora un collaboratore riesce a scrivere dalle 4 alle 6 schede – ha evidenziato il divulgatore di tecnologie – con un compenso lordo dai 24 ai 36 euro“.

E a chi gli ha fatto notare che quell’offerta di lavoro nessuno l’accetterebbe, Aranzulla ha risposto che invece attualmente il team che si occupa delle schede prodotto è già composto da 13 collaboratori freelance. Inoltre ha specificato che per le descrizioni non è necessario perdere tempo a studiare, poiché vengono sempre forniti tutti i dati dei prodotti: “Il lavoro consiste nel renderli discorsivi”. Il divulgatore informatico ha poi fatto notare che “nessuno è obbligato a rispondere all’annuncio e nessuno è obbligato a lavorare”.

Parallelamente alle feroci critiche, c’è però anche chi ha preso le sue difese. “Se volete pagarvi il mutuo con Aranzulla il problema è vostro”, si legge in un tweet ironico. “Nessuno si è posto il problema di quante schede si possano produrre in un’ora – viene sottolineato in un altro post – È sempre bello avere una scusa per creare polemiche e buttare guano“.

E c’è anche chi ricorda che le condizioni di lavoro su cui versa oggi l’editoria non sempre sono migliori. Ma soprattutto, in pochi hanno notato che su aranzulla.it è presente anche un altro annuncio, in cui si ricerca un redattore freelance precisamente per articoli e guide, con un compenso quantificato in ben 30 euro ad articolo al netto della ritenuta d’acconto o della partita Iva.