Il Covid e il business illecito di mascherine e aiuti pubblici: dati allarmanti

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L’avvento del Covid-19 ha generato un giro di affari illeciti, grazie al business di mascherine e aiuti pubblici, del valore di miliardi di euro: Bankitalia ha denunciato migliaia di operazioni sospette.

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Credit: Pixabay

Mentre milioni di italiani a causa della pandemia da Covid-19 e della conseguente chiusura prolungata delle attività sono caduti in una crisi economica senza precedenti, c’è chi è riuscito ad approfittare della drammatica situazione arricchendo le proprie tasche in maniera non proprio trasparente.

Nella fase del primo lockdown in particolare, nel periodo della corsa alle mascherine e ai gel disinfettanti, si è registrata un’impennata di importazioni e vendite di materiale contraffatto derivante da triangolazioni e intermediazioni con l’estero. I prezzi esorbitanti generati dalla speculazione sui cittadini e sul sistema sanitario hanno fatto proliferare il numero delle frodi sospette.

Nella seconda fase della pandemia invece, quella del sostegno economico statale alle imprese, c’è chi è riuscito ad arricchirsi ottenendo fondi e sussidi non dovuti. A lanciare l’allarme e descrivere nel dettaglio il quadro complessivo della situazione è la Uif, l’Unità di informazioni finanziaria presso la Bankitalia che riceve le segnalazioni di operazioni sospette da parte di banche, poste, notai e commercialisti.

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Covid, il business illecito tra mascherine e aiuti pubblici: l’indagine Uif

Come si evince dal report dell’Unità di informazioni finanziaria, nel 2020 le segnalazioni relative a contesti di rischio legati alla pandemia sono state circa 2300, per un valore complessivo di “operatività sospetta” pari a 8 miliardi di euro. Tra queste l’80 per cento ha riguardato nella prima fase della lotta al Covid-19 la compravendita dei dispositivi di protezione individuale e del materiale sanitario.

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Secondo il direttore Uif Claudio Clemente, se la criminalità economica e il riciclaggio non saranno adeguatamente fronteggiati, si continuerà “a gravare sul nostro futuro trovando ulteriori importanti opportunità anche nei nuovi interventi pubblici”. Per questo motivo l’attenzione è puntata ai 248 miliardi di spesa pubblica del Recovery Plan. Nel frattempo la denuncia di Bankitalia comporterà una complessa attività di indagine.