Eleonora Scroppo: il giallo della donna uccisa nel 1988

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L’omicidio di Eleonora Scroppo resta, ad oggi, resta ancora un mistero irrisolto. Ecco cos’è successo quella sera di 23 anni fa.

Dopo 23 anni da quel 9 ottobre 1998. La donna era un’assicuratrice e aveva circa 50 anni, e quel giorno è seduta a tavola con il marito Stefano Ciampini ed uno dei due figli, nella sua abitazione di via Due Ponti, a Roma nord. E’ l’ora di cena, la tv stava trasmettendo il Tg1 della sera, e all’improvviso il vetro della loro casa, una villetta di due piani, va in frantumi ed Eleonora viene sparata da un killer con sette colpi.

Di questi colpi partiti, solo due colpirono la donna in pieno Eleonora al petto e al collo uccidendola sul colpo, mentre gli altri cinque si andarono a conficcare in varie parti della cucina, elemento che indusse subito gli investigatori a pensare che l’obiettivo dell’assassino potesse essere l’intera famiglia e non solo Eleonora.

Il killer conosceva bene il luogo, questo emerge dalle indagini che le forze dell’ordine hanno eseguito sulla scena del crimine, e aveva certamente progettato una strage. Il movente è solo uno: il denaro. La famiglia infatti viveva un’esistenza agiata, e la figlia Eleonora aveva ereditato dal padre l’agenzia assicurativa ed abitava nella stessa stradina dove aveva regalato a ciascuna delle tre figlie una porzione delle villette bifamiliari del comprensorio. Le indagini andarono per gradi escludendo il movente passionale e quello della vendetta familiare. Caddero anche la pista della droga magari legata ai figli e quella in ambito lavorativo.

Le indagini sull’omicidio di Eleonora Scroppo

Nelle prime 48 ore dal delitto le indagini si concentrarono sulle villette vicine, quelle dei familiari e su tutte le altre, si cercò l’arma ovunque ma senza successo. Vennero ascoltati i vicini di casa: nessuno quella sera aveva visto nulla di strano se non udito i colpi di arma da fuoco.

Ad essere indagati poi sono stati i familiari. Si cerca tra i contatti dei figli, ipotizzando una ritorsione per questioni legate agli stupefacenti, ma si è rivelata una pista infondata. In seguito si è provato a capire se Eleonora Scroppo e suo marito Stefano Ciampini abbiano ricevuto minacce nell’ambito lavorativo, ma anche qui, non ci sono stati riscontri positivi. Inoltre anche la pista di qualche problema familiare è stato sfatato.

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L’unica possibilità  che potrebbe convincere i magistrati a riprendere in mano il fascicolo è che qualche testimone parli. Sarebbe necessario chiunque abbia visto o sentito qualcosa si faccia avanti affinché il marito di Eleonora e i suoi figli abbiano la loro giustizia per la morte della moglie e madre uccisa all’improvviso.