Naufragio al largo di Lampedusa: 7 morti tra cui una donna incinta

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Sette morti, tra cui una donna incinta, nel naufragio di una “carretta del mare” a 5 miglia dalle coste di Lampedusa. La tragedia al culmine di una notte di sbarchi

(Getty Images)

Tragedia al largo di Lampedusa: a circa cinque miglia nautiche dalle coste dell’isola siciliana un barcone a bordo del quale viaggiavano molti migranti all’improvviso si è ribaltato scaraventandoli in mare. Pesante il bilancio del naufragio di una delle tante “zattere del mare” che attraversano il Mediterraneo con a bordo tanti, troppi, migranti che inseguono il sogno di un futuro migliore in Europa: sette morti tra cui quattro donne, una delle quali in avanzato stato di gravidanza. Ci sarebbero anche nove dispersi. I soccorritori hanno recuperato 48 superstiti che sono stato traportati al molo Favarolo insieme alle salme. Sul posto anche le forze di polizia che dovranno ricostruire la dinamica della tragedia mentre il Procuratore della Repubblica di Agrigento, Luigi Patronaggio, ha aperto un fascicolo contro ignoti per naufragio.

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Non solo il naufragio ma anche gli sbarchi in serie a movimentare la notte a Lampedusa:  256 i migranti approdati, a partire dalle 3.30, con quattro diversi barconi. Tre imbarcazioni sono state soccorse al largo, la quarta, con  6 tunisini a bordo, è invece riuscita entrare, alle 7 circa, in porto.

Naufragio al largo di Lampedusa: 7 morti tra cui una donna incinta. 660 i migranti ospitati nell’hotspot di contrada Imbriacola

Anche ieri si sono registrati 4 sbarchi sull’isola per un totale di 136 persone. I primi 120 migranti, di varia nazionalità, sono stati intercettati a circa 14 miglia a Sud dell’isola: viaggiavano a bordo di un’imbarcazione di 8 metri. I militari della Guardia di finanza li hanno trasbordati e hanno lasciato alla deriva la “carretta”.

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Tutti i 256 migranti sbarcati sono stati trasferiti all’hotspot di contrada Imbriacola dove, con i 48 sopravvissuti al naufragio avvenuto fra Lampedusa e Lampione, si arriverà a 660 ospiti a fronte di una capienza massima prevista per 250 persone. Intanto nel centro di prima accoglienza, sotto il coordinamento della Polizia di Stato, sono state avviate le operazioni di identificazione dei nuovi arrivati che vengono anche sottoposti al tampone rapido anti-Covid: uno step propedeutico alla pianificazione, affidata alla Prefettura di Agrigento, del loro trasferimento sulla terraferma o sulle navi quarantena.