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Politica

Senato, sì al voto per i diciottenni: riforma costituzionale approvata

Published by
Simone Cadoni

Il Senato ha dato il via libera definitivo per estendere il voto ai diciottenni, come avviene alla Camera: la riforma della Costituzione sarà promulgata fra tre mesi, dopo il referendum confermativo.

Credit: Franco Origlia/Getty Images

Presto le due Camere del Parlamento italiano avranno la stessa base elettorale. Nella mattina di oggi, giovedì 8 luglio, con la ripartenza delle riforme istituzionali il Senato ha infatti approvato definitivamente alla quarta lettura la riforma costituzionale che permette ai diciottenni di poter votare alle elezioni non solo i deputati, come sempre accaduto finora, ma anche i senatori.

Di conseguenza cade il vincolo stabilito dall’articolo 58 della Costituzione italiana, secondo cui avevano la facoltà di eleggere i componenti del Senato soltanto coloro che avevano compiuto i 25 anni di età. La modifica approvata recita: “Al primo comma dell’articolo 58 della Costituzione, le parole: ‘dagli elettori che hanno superato il venticinquesimo anno di età’ sono soppresse”.

I voti a favore della riforma costituzionale dedicata ai giovani sono stati complessivamente 178, mentre quelli contrari 15. Gli astenuti sono invece stati 30. I nuovi potenziali elettori dei senatori, tra i 18 e i 24 anni, sarebbero quattro milioni e mezzo. Per il presidente della Commissione Affari Costituzionali, Dario Parrini, ora “non sono più cittadini di serie B” poiché “escono da una condizione di minorità civile e acquisiscono pieni diritti politici”.

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Senato, ok al voto dei diciottenni: i prossimi passaggi

Dal momento che nella votazione precedente della Camera dei deputati, tenutasi lo scorso 9 giugno, la riforma costituzionale aveva ottenuto il via libera senza raggiungere il quorum, ossia la maggioranza dei due terzi, adesso deve essere istituito un referendum confermativo. Per la promulgazione dovranno dunque passare tre mesi. La riforma entrerà poi ufficialmente in vigore in occasione delle prossime elezioni politiche, equiparando una volta per tutte l’elettorato attivo del Senato a quello della Camera.

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