Omicidio Serena Mollicone, il fidanzato: “Lei voleva denunciare il figlio”

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In questi giorni si sta tenendo il processo per l’omicidio ad Arce nel 2001 di Serena Mollicone, uccisa forse perché voleva denunciare il figlio del comandante dei Carabinieri. 

Serena Mollicone è stata uccisa nel 2001 in un bosco ad Arce, in provincia di Frosinone. Dopo vent’anni in questi giorni sta avvenendo il processo per omicidio della ragazza nel tribunale di Cassino. La ragazza vent’anni fa scompare per tre giorni, e di lei non si sa più nulla fino a quando viene ritrovato il suo corpo senza vita nel bosco della città dove abitava. Serena è stata trovata legata con delle fascette sia le mani che i piedi, e con una busta di plastica che le avvolgeva la testa. I primi sospetti sono subito ricaduti sul padre Guglielmo, che proprio durante i funerali della figlia viene portato via dalle forze dell’ordine. 5 anni dopo però la Corte di Cassazione lo assolve dalle accuse.

Una seconda indagine riconduce l’omicidio di Serena Mollicone alla caserma dei carabinieri di Arce, nella quale la dona era andata per denunciare Marco Mottola, il figlio dell’allora comandante della Stazione dei carabinieri di Arce. Secondo l’accusa proprio in quella sede la donna sarebbe stata aggredita battendo la testa contro una porta e cadendo a terra svenuta. I Mottola, credendola morta, l’avrebbero poi portata in un boschetto e soffocata con un sacchetto di plastica.

Indagati per omicidio sono finiti l’ex maresciallo Franco Mottola, sua figlio Marco e sua moglie Anna Maria, l’ex luogotenente Vincenzo Quatrale, il quale risponde di concorso morale nell’omicidio e istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi, morto l’11 aprile 2008, sparandosi con la pistola d’ordinanza. Pochi giorni prima Santino viene ascoltato dalla Procura, e aveva dichiarato agli inquirenti che intorno alle 11:00 del 1º giugno 2001 nella caserma di Arce era entrata una ragazza, forse proprio Serena, e che fino a quando era rimasto in caserma, ovvero fino alle 14:30, la donna non era uscita da lì. Dunque le dinamiche del suicidio del brigadiere Tuzi suscita più di un dubbio. Infine anche il carabiniere Francesco Suprano è imputato di favoreggiamento, perché avrebbe nascosto la porta contro la quale Serena sarebbe stata sbattuta.

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Nelle prossime udienze cominceranno a sfilare i testi del pubblico ministero. In totale i testimoni chiamati nel processo di Serena Mollicone sono oltre 260.