L’assessora alla Salute parla di Sara Pedri, scomparsa a Trento, e ammette che erano a conoscenza “dell’esistenza di criticità nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Chiara”.
Sara Pedri, scomparsa il 4 marzo scorso, lavorava come ginecologa a Trento all’ospedale Santa Chiara. L’assessora alla Salute di Trento, Stefania Segnana, dichiara che già dal 2018 ci sono state delle segnalazioni legate all‘elevato numero di dimissioni nella struttura sanitaria dove lavorava Sara. Purtroppo però le segnalazioni fatte all’allora direttore generale Paolo Bordon, non hanno migliorato la situazione.
L’assessora afferma che già durante il primo anno di legislatura l’assessorato era informato sull’esistenza di alcune criticità che esistevano nel reparto di ostetricia e ginecologia dell’ospedale Santa Chiara. Lo ha detto l’assessora provinciale alla salute Stefania Segnana al termine della sua relazione in Consiglio provinciale.
Segnana ha proseguito affermando questi disordini sono stati causati dalla cattiva riorganizzazione dell’ospedale che aveva determinato problemi su turni e carichi di lavoro. Parla inoltre del numero anomalo di dimissioni nel reparto di ostetricia e ginecologia, che tra il 2016 e il 2018 sono arrivate a 13 in tutto.
Altri segnali di criticità sono stati rinvenuti nel settembre del 2020, allora l’assessorato aveva organizzato un incontro per concordare una possibile modifica alle dinamiche che avevano messo in allarme molte ostetriche: “Modifiche che poi non sono state applicate“, ha detto Segnana.
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Segnana poi, durante la sua relazione al Consiglio provinciale convocato in via speciale per conoscere la situazione della sanità dell’area di Trento, si scusa pubblicamente con la madre di Sara Perti. “Non ho conosciuto direttamente la dottoressa Pedri e mi scuso se ho travisato il suo carattere causando ulteriore dolore ai suoi famigliari”, afferma Segnana. L’assessora infatti durante un’intervista aveva definito “fragile” la ginecologa scomparsa, ma la madre della donna, Mirella Sintoni, aveva replicato: “Mia figlia non è fragile, è un’immagine distorta e non veritiera”.
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