Vaiolo delle scimmie: cos’è, c’è la prima vittima umana

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Vaiolo delle scimmie: cos’è, c’è la prima vittima umana. Possibile la trasmissione da uomo a uomo

Laboratorio (Pixabay)
Laboratorio (Pixabay)

La notizia arriva dalla Cina. Il Chinese Center for Disease Control and Prevention comunica il decesso del primo paziente che ha contratto il cosiddetto “vaiolo delle scimmie”. E’ il primo caso registrato nel paese e la vittima è un veterinario di Pechino di 53 anni deceduto a maggio dopo aver anatomizzato delle carcasse di scimmie durante il mese di marzo. Il vaiolo delle scimmie ha caratteristiche simili al vaiolo, ma di minore gravità.

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Cos’è il virus delle scimmie?

Laboratorio (Pixabay)
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Il virus delle scimmie fu identificato per la prima volta nel 1932. Da allora fino al 2020 sono stati registrati 50 casi di contagio, di cui 21 mortali. Secondo quanto riportato dalla rivista scientifica indiana The Indian Express, il virus può presenta una grave patogenicità negli esseri umani che vengono infettati. Il virus può essere trasmesso all’uomo nel caso in cui venga morso o graffiato da una scimmia infetta oppure se il virus viene a contatto con lacerazioni della pelle o con occhi, naso o bocca. Purtroppo i dati sulla mortalità sono alti ed oscillano tra il 70 – 80% dei casi.

I sintomi del virus delle scimmie

Per quanto attiene ai sintomi del virus delle scimmie, questi sono assai simili a quelli dell’influenza. Ecco allora che l’aumento della temperatura unito a brividi è il primo segnale. Potranno seguire dolori muscolari, affaticamento e mal di testa. La persona infetta, inoltre, potrà vedere apparire delle piccole vesciche nelle parti del corpo entrate in contatto con la scimmia.

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Esiste un vaccino per il virus della scimmie? Gli scienziati confermano che al momento non esiste alcun vaccino in grado di proteggere da questo virus. Pertanto le categorie maggiormante esposte, come ad esempio i veterinari, dovranno osservare particolari precauzioni in grado di proteggerli da eventuali contagi. Per quanto riguarda l’eventualità di trasmissione del contagio da uomo a uomo, al momento, riferiscono sempre gli esperti, è stato documentato solo un caso in cui una persona infetta ha contagiato un altro paziente.