Lucio Dalla, il suo brano Futura: che significa la canzone

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Il brano Futura di Lucio Dalla è uno dei più conosciuto e la storia della sua origine potrebbe essere un film: e il progetto c’era

Lucio Dalla Futura
Getty Images

Ci sono canzoni che ascoltiamo da anni, parole stampate nella testa che ci rimandano a un ricordo ben specifico della nostra vita, un luogo, un periodo o una persona. Accade anche che non sempre si conoscere il significato vero del brano e ci domandiamo cosa abbia valuto esprimere l’autore.

A volte le parole ci possono anche sembrare inspiegabili e forse resteranno sempre tali perché solo chi ha scritto il brano conosce il motivo per cui ha scelto di utilizzare quelle parole. E questi dubbi possono essere cancellati se l’autore decide di rivelarne il significato.

È il caso di Futura, una della canzone più belle e conosciute di Lucio Dalla. Il compianto cantautore bolognese in un’intervista spiegò il significato e la genesi della canzone. Futura è il nome della bambina che due innamorati vorrebbero mettere al mondo. Esso però è diviso nel vero senso della parola, anche fisicamente, e in uno dei luoghi simboli di questa divisione è nato il testo.

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Dalla, Berlino e Phil Collins

Copertina album Dalla (foto Facebook)

La canzone è contenuta nell’album Dalla del 1980. Otto anni prima della caduta del Muro di Berlino, il luogo che ha ispirato il brano. Parla di un futuro speranzoso che hanno due innamorati residenti in paesi che di diverso hanno anche le concezioni di vita, Berlino Est e Berlino Ovest.

Dalla in un’intervista raccontò di aver scritta quando andò a Berlino e che con un taxi si fece porta al Charlie Check Point, uno dei punti di passaggio tra le due città, noto anche per essere teatro di uccisioni in caso di traversamento non consentito.

Seduto su una panchina rimase da solo a fumare fin quando sulla panchina accanto arrivò un altro artista. Phil Collins dei Genenis, band che Dalla amava e che in quei giorni si esibiva in città. Stessa scena e stesse sensazioni: scese dal taxi e anche lui si accese una sigaretta.

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Dalla non si avvicinò per non disturbare e quei pochi minuti che chiese al tassista di aspettare divennero circa trenta, il tempo di scrivere la canzone. Nell’intervista disse anche che tutto nacque come una sceneggiatura e poi divenne una canzone. La storia è infatti degna del miglior film ambientato durante la guerra fredda.