L’allarme UNICEF sull’esposizione dei bambini al piombo

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L’UNICEF ha recentemente lanciato l’allarme sull’esposizione di milioni di bambini al piombo all’interno del rapporto “Toxic Truth”, realizzato insieme all’istituto di ricerca Pure Earth. Quasi 800 milioni di bambini hanno nel sangue livelli di piombo superiore ai limiti: un avvelenamento che rischia di compromettere pesantemente la salute fisica e mentale in molte parti del mondo.

2016 – East Chicago, Indiana. Era stato riscontrato un alto livello di piombo e arsenico, tanto da programmare la demolizione del complesso residenziale. Nei residenti sono stati riscontrati livelli oltre i limiti di piombo. (Foto di Joshua Lott/Getty Images)

Il rapporto di UNICEF e Pure Earth pone l’accento sul rischio di avvelenamento per milioni e milioni di bambini in diverse parti del mondo. L’avvelenamento da piombo attacca violentemente la popolazione infantile e ciò accade in modo prevalente in Asia Meridionale. Il piombo, come ha spiegato il direttore esecutivo dell’UNICEF, può condurre lentamente a conseguenze disastrose. L’ente non governativo ha spiegato nel rapporto, come, quasi 800 milioni di bambini registrano un valore di piombo nel sangue pari o superiore a 5 microgrammi per decilitro.

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Lo studio The Toxic Truth è stato realizzato dall’Institute of Health Metrics Evaluation (IHME) dell’università Washington a Seattle. Lo studio converge sui danni che l’avvelenamento da piombo può provocare durante l’infanzia e conseguentemente nella vita adulta. Difatti il piombo, come spiegano alcuni studi, può provocare nei bambini problemi di salute mentale, influendo in maniera massiccia sul comportamento e, può portare a gravi conseguenze nel lungo periodo – spiega il rapporto – aumentando anche la probabilità di comportamenti violenti e declinato ad atti criminosi. Il Presidente di UNICEF Italia ha spiegato come anche in Italia il problema è ben presente, con “160.862 bambini e ragazzi (da 0 a 19 anni) con livelli medi di piombo nel sangue superiori ai 5 microgrammi per decilitro” e altri 20.963 con livelli medi superiori a 10 microgrammi per decilitro. Spiega il rapporto, che il problema del piombo nei Paesi più sviluppati e ad alto reddito è ormai in regressione, anche grazie all’eliminazione dell’elemento nella benzina e nelle vernici – mentre perdura ed è ben presente nei Paesi a basso-medio reddito e meno sviluppati.

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Una delle maggiori cause di avvelenamento da piombo è lo smaltimento in modo errato delle batterie e di alcuni rifiuti speciali. I Paesi presi maggiormente in considerazione dallo studio, per l’alta percentuale di avvelenamento sono: lo Stato di Morelos (Messico), Tbilisi (Georgia), Agbogbloshie (Ghana), Pesarean (Indonesia) e Kathgora (Bangladesh) – anche per la presenza di grandi quantità di altri metalli pesanti. Il rapporto introduce anche le possibili azioni nella gestione dei governi del problema: come l’applicazione di sistemi di monitoraggio e test sui livelli del piombo, quindi la prevenzione ed il controllo – ma anche la bonifica e l’informazione dell’opinione pubblica, un coordinamento internazionale e nuove leggi e implementazioni del problema nelle agende politiche.