Francesca Genzo, chi è la canoista a Tokyo 2020: carriera e successi

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Francesca Genzo, il suo sogno da Trieste a Tokyo, è molto emozionata di aver avuto modo di partecipare alle Olimpiadi di Tokyo.

Francesca Genzo, chi è la canoista italiana di origini triestine (Foto dal web)
Francesca Genzo, chi è la canoista italiana di origini triestine (Foto dal web)

Lei è l’unica canoista italiana per velocità al femminile, è riuscita a qualificarsi nel K1 dei 200 metri ai Giochi Olimpici. La sua strada è cominciata proprio al Cricolo Marina Mercantile Nazario Sauro, per poi passare ai Canottieri Ticino di Pavia.

Nasce nel 1993, consegue la laurea di pietistica dando come tesi proprio uno studio sulle abitudini alimentari degli sportivi e atleti, poi approderà nei lidi delle Fiamme Azzurre.

La sua carriera è cominciata proprio nella sua adolescenza gareggiando da junior, qui riesce a qualificarsi ad un livello agonistico, conquistando l’argento mondiale nel K2 del 2017.

Uno dei suoi più grandi successi di quest’anno è quello conquistato nelle acque del bacino di Szeged, si riesce a piazzare al secondo posto conquistando il K1 200 Metri in Giappone.

Questa sarà l’ultima occasione per riuscire a vedere la specialità nelle Olimpiadi, le quali a Parigi 2024 verranno sostituite dall’Extreme Slalom. L’atleta allenata da Gabriele Cutazzo, il tecnico del Cmm, è una delle soddisfazioni più grandi partecipare alle Olimpiadi di Tokyo.

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Francesca Genzo, conquista la semifinale del K1 200, la giovane sogna il podio nelle Olimpiadi

La canoista di origine triestina in gara alle Olimpiadi di Tokyo è riuscita a piazzarsi in seconda posizione nelle batterie del K1 200, per poi accedere direttamente alle semifinali del 3 Agosto 2020.

Il sogno della triestina continua dopo aver conquistato la qualificazione d’autorità a Szeged in Ungheria nel K1 200 Metri di Maggio. Allenata dal coach Gabriele Cutazzo, ha avuto il tempo per coltivare la sua esperienza nelle Olimpiadi di Tokyo.

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Le procedure e le misure di prevenzione del Covid, hanno ritardato i suoi allenamenti in acqua, il Sea Forest Waterway ha passato il testimone alla canoa da velocità.

Questo campo non è facile, ha messo in difficoltà le canoe olimpiche, l’acqua mista dolce e salata, ha riscontrato una temperatura di poco superiore a quella dove le canoiste azzurre erano abituate sin dai primi allenamenti in Italia.