Michael Blair: che fine ha fatto dopo Vite al limite

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Michael Blair, marito e padre, pesa circa 285 chili e partecipa a Vite al Limite per non dipendere completamente dalla sua famiglia. Se non dimagrirà, rischierà di perdere tutto.

Il programma di Real Time “Vite al Limite“, in onda stasera alle ore 00.50, è nato nel 2012, e da quel giorno la serie ha raccontato i viaggi di oltre 120 persone che cercano di evitare la morte prematura e reclamare la propria vita dall’obesità patologica. I pazienti provengono da tutte le parti del paese, e sono tutti diretti a Houston, in Texas, per cercare l’aiuto del famoso chirurgo bariatrico e vascolare, il dottor Younan Nowzaradan.

Il medico ha a che fare in ogni puntata con pazienti per cui è difficile anche l’attività più semplice, come alzarsi dal letto. Infatti molti protagonisti del programma sono impossibilitati ad uscire di casa e sono costretti a letto anche da molti anni. Pochi possono camminare più di qualche metro senza complicazioni, soprattutto per gli arti inferiori che devono sopportare molto peso.

Uno dei pazienti del dottor Younan è stato il texano Michael Blair, il quale viveva da molto tempo solo all’interno delle mura di casa sua perchè era impossibilitato ad uscire, così ha deciso di cambiare.

Michael è sposato e ha due figli. Lo stesso uomo ammette che trascorre la giornata mangiando. La sua ossessione per il cibo è nata a tenera età, dopo che suo padre se ne andò, e Michael e sua madre si trasferirono dai nonni materni. Sebbene probabilmente ben intenzionata, la nonna di Michael aveva l’abitudine di dargli da mangiare frequentemente durante il giorno, tanto che quando aveva 7 anni, Michael pesava quasi 50 chili.

Imbarazzato dal suo corpo Micheal riversò la sua frustrazione nel cibo, e iniziò un circolo vizioso di depressione e aumento di peso, isolandosi anche dai suoi compagni di classe per timore del loro giudizio sul suo aspetto fisico.

La salute mentale di Michael ha subito un altro colpo devastante quando, all’età di 11 anni, è stato molestato da un capo di un campo estivo. Il protagonista di questa puntata di Vite al Limite afferma che come lui molti altri ragazzi sono stati abusati dal capo del campo. Dopo questo episodio l’uomo cercò intenzionalmente di prendere peso, credendo che la grandezza del suo corpo lo avrebbe reso indesiderabile per il suo molestatore, arrivando a pesare 113 chili all’età di 14 anni.

La passione di Michael Blair che gli ha salvato la vita

Al college, Michael si innamorò delle arti marziali. Quella passione è continuata dopo il college, quando pesava ormai 226 chili. Quando il ragazzo   si dedicò all’allenamento delle arti marziali e scese a circa 172 chili quando aveva 25 anni. Proprio in quel periodo Michael incontrò una donna di nome Kimberly che sarebbe diventata sua moglie e la madre dei suoi figli.

Durante i primi anni del loro matrimonio, sia Michael che Kim hanno lottato entrambi con cattive abitudini alimentari e hanno iniziato ad aumentare di peso. Volendo una vita più sana per se stessi e la loro nuova famiglia, la coppia ha ottenuto l’approvazione per un intervento di bypass gastrico. Sfortunatamente, l’intervento chirurgico di Michael non è avvenuto a causa di un catastrofico incidente automobilistico, che ha provocato gravi cicatrici addominali che hanno impedito il bypass gastrico.

Vedendo che la sua unica possibilità di una vita migliore veniva strappata via, Michael sprofondò in depressione e iniziò di nuovo a consolarsi con il cibo. Alla fine ha smesso di allenarsi praticando arti marziali, e arrivare a pesare 272 chili. La sua stazza, e la depressione e la vergogna che gli provocavano, portarono Michael a ritirarsi completamente dal mondo esterno. La sua agorafobia divenne così grave che persino uscire dalla porta di casa era traumatico.

Con il suo peso in crescita e la sua salute in calo, Michael ha preso la decisione di chiedere aiuto al programma di Vite al Limite, che con l’auto del professionista Nowzaradan. Il medico però ha confermato ciò che i precedenti medici di Michael gli avevano detto: la cicatrice interna nell’addome ha reso quasi impossibile l’intervento di bypass gastrico, situazione aggravata dalla grave ernia allo stomaco.

L’unica soluzione per Michael era perdere abbastanza peso da consentire un intervento chirurgico per riparare l’ernia, durante il quale il medico avrebbe anche cercato di spostare una quantità significativa di tessuto cicatriziale. Se entrambe le procedure avrebbero avuto successo, il bypass sarebbe stata un’opzione.

Sebbene Michael non abbia raggiunto l’obiettivo designato da Younan di perdere almeno 45 chili in tre mesi, perdendone solo 27, il medico lo ha convinto a raddoppiare i suoi sforzi. Alla fine dei sette mesi, Michael aveva perso un totale di 43 chili. Sfortunatamente, la perdita non è stata sufficiente per consentire l’intervento di ernia. Oltre al cibo in quel periodo Michael si è concentrato sulla sua psicoterapia che lo stava aiutando a superare la sua agorafobia. Al decimo mese del suo percorso, Michael stava rientrando con successo nel mondo e si era persino iscritto a un corso di arti marziali.

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I risvolti della storia di Michael Blair dopo Vite al Limite

L’episodio di Michael si conclude con una notizia promettente. Dopo aver eseguito un’altra endoscopia, Nowzaradan credeva che se Michael avesse perso altri 12 chili, per una perdita di peso totale di 165 chili, sarebbe stato in grado di riparare l’ernia di Michael in tre mesi.

Dato che l’episodio di Michael è andato in onda nel febbraio 2021, ci sono poche informazioni disponibili sui suoi attuali progressi. Tuttavia i post di Michael su Facebook riflettono un ottimismo e una felicità che erano assenti all’inizio del suo episodio in Vite al Limite.