Quarta ondata Covid in Italia: la previsione del matematico vicino a Draghi

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La quarta ondata del Covid, in Italia, è in pieno svolgimento ma le previsioni non sembrano nefaste. L’elaborazione del matematico Alberto Gerli

Quarta ondata Covid

I dati sono chiari, la quarta ondata del Covid in Italia è in pieno svolgimento, ma le previsioni, almeno stando a quanto propone il matematico Alberto Gerli, non sono nefaste. Ecco perché.

Partiamo da chi è Alberto Gerli. Si tratta di un matematico di Padova, un ingegnere gestionale di 40 anni fortemente voluto da Mario Draghi nel Comitato Tecnico Scientifico. L’incarico, in realtà, è durato solo 48 ore. Troppe le polemiche politiche intorno al suo modello previsionale.

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Ma Gerli ha continuato ad elaborarlo in privato tanto da arrivare a fornire una previsione molto chiara sui numeri e gli effetti della quarta ondata. E’ lui stesso a spiegarla in una intervista concessa all’edizione oggi in edicola del quotidiano della famiglia Berlusconi Il Giornale

Partiamo dalla coda, dalla previsione matematica. Se il range numerico di contagi e la curva di crescita resta simile a quella attuale, e tutto fa pensare che sarà così, a fine agosto saremo con i dati di inizio luglio. Di fatto la sconfitta della quarta ondata.

Quarta ondata Covid in Italia: a che punto siamo

Alberto Gerli spiega il perché mettendo in relazione la quarta ondata in Italia rispetto alla quarta ondata in Inghilterra, al momento la più cruenta. Due sono i fattori di confronto. Il primo è relativo alla tamponatura della popolazione. “In UK – spiega il matematico – danno tamponi gratis a casa”. Per mesi sono stati fatti oltre un milione di tamponi al giorno. Una verifica massiccia.

Il secondo, sostanziale, la scelta italiana di fare due dosi di Pfizer anziché Astrazeneca. Il primo vaccino offre l’80% di copertura, il secondo solo il 60 ed i dati reali stanno li a dimostrarlo. Una affermazione molto chiara e molto netta. Gerli descrive, infine, la mappa della quarta ondata in salsa italiana. Sardegna e Sicilia sono le regioni “peggiori” soprattutto se rapportare alla Puglia che, pur essendo a vocazione turistica come le due isole maggiori, non incrementa i casi rispetto al resto del territorio nazionale.

Questo fattore, conclude Gerli, dipende dalla “costanza” della curva dei contagi “In Inghilterra – sottolinea l’ingegnere di fiducia di Mario Draghi – la quarta ondata ha avuto due picchi di salita e discesa”.