Francesco Pantaleo, i dubbi sul suicidio: qualcosa non torna

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Emergono altri dettagli sul possibile suicidio di Francesco Pantaleo, il 23enne scomparso e morto carbonizzato a Pisa lo scorso luglio.

Gli investigatori stanno continuando ad indagare sulla misteriosa morte di Francesco Pantaleo, lo studente di 23enne scomparso a Pisa, ma originario di Marsala, dove il cadavere carbonizzato è stato ritrovati nei campi di San Giuliano Terme, a 5 chilometri dalla città. La pista più battuta è quella del suicidio, giustificata dagli inquirenti come un crollo di depressione dovuto stress per l’università e l’isolamento del lockdown.

Il ragazzo era iscritto al corso di Ingegneria informatica all’università di Pisa, e sarebbe stato piuttosto costante con gli esami fino a maggio 2020 quando è iniziata la chiusura forzata a causa del Covid-19. Francesco viveva in casa con altri due ragazzi che sono stati ascoltati dai carabinieri, e i quali hanno riferito che il giorno della sua scomparsa, a il 24 luglio, non lo avevano sentito uscire quella mattina. Inoltre i coinquilini descrivono il ragazzo come come molto riservato ma gentile con tutti.

Questo suo carattere timido però è peggiorato, chiudendosi dentro di sé proprio dopo il lockdown, che gli avevano impedito di uscire e magari trovare conforto nei suoi amici. E tutto quel tempo in casa può essere gravato  sul suo benessere psichico e sulla capacità di reggere lo stress causato dall’università.

Francesco Pantaleo aveva riferito ad una collega universitaria di dover preparare l’ultimo esame, quello di “elettrotecnica” il 23 luglio, proprio il giorni prima della sua scomparsa, ma altri affermano che era impossibile perché proprio quell’esame è propedeutico allo svolgimento di altri. Dunque il ragazzo stava mentendo a tutti, compresa la sua famiglia, e forse il peso di queste bugie si era sommato con lo stress universitario e avrebbe deciso di reagire con questo gesto estremo togliendosi la vita.

L’ipotesi del suicidio di Francesco Pantaleo

Per accertarsi che il giovane Pantaleo si sia davvero suicidato e non sia stato istigato a farlo o ucciso, l’arma dei carabinieri sta eseguendo tutti gli accertamenti del caso. Il fascicolo aperto dalle forze dell’ordine è stato aperto per “istigazione al suicidio”. Gli investigatori infatti stanno controllando i del computer del ragazzo, ma prima di sparire il giovane aveva cancellato ogni informazione dal suo pc. I carabinieri in particolare stanno cercando di risalire alle chat dei social e videogiochi online.

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Invece non sono ancora state effettuate delle verifiche sul cellulare di Francesco, la cui geolocalizzazione era stata disattivata, e le analisi del terreno su cui è stato ritrovato il corpo carbonizzato di Francesco Pantaleo. Sono ancora da esaminare anche gli esami tossicologici e i risultati dell’autopsia che potrebbero le cause della morte dello studente pisano. Mentre dalla tac è emerso che non ci sarebbero ferite precedenti alle fiamme, dunque il ragazzo non è stato aggredito. Rimangono comunque i dubbi sul modo in cui il ragazzo si sia voluto togliere la vita, la combustione, non comune tra i suicidi.

Nel frattempo sul web gli utenti sono a sostegno di tutti gli studenti che hanno difficoltà durante gli studi, esortandoli a perseguire la loro strada e parlarne con la propria famiglia perchè “l’università NON vale la vostra vita”, scrive un utente su Twitter.