Afghanistan, le donne sfidano i talebani in televisione

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Afghanistan, le donne fanno informazione sui canali televisivi: le giornaliste tornano sulle principali reti ma c’è chi invita alla cautela

Afghanistan
Screen Twitter

Le donne e l’informazione sono punti centrali nella politica e nei pensieri dei talebani che domenica hanno riconquistato Kabul e tutto l’Afghanistan. Chi sostiene una politica islamista estrema ha tra le vittime principali proprio le donne e ora nel paese sono protagoniste di una piccola grande resistenza: appaiono in tv: “Oggi abbiamo ripreso le nostre trasmissioni con le presentatrici”, scrive in un tweet Miraqa Popal, il capo della rete afghana Tolo News, pubblicando una foto di una conduttrice con il velo.

Non è l’unica foto, ce ne sono altre che testimoniano come stiano continuando a lavorare facendo informazione, intervistando in diretta un rappresentanti dei ‘nuovi padroni’ dell’Afghanistan.

La Bbc ha scritto che da quando i talebani hanno riconquistato il potere le donne sono state assenti sulle principali reti televisive. Può sembrare un’apertura, un elemento importante tanto da fare notizia ma come molti utenti sottolineano su twitter bisogna avere cautela per capire come si comporteranno in futuro i talebani.

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Afghanistan, è fuga dal paese

Civili in fuga dall’Afghanistan (foto Facebook)

La resa di Kabul è il tema della politica internazionale che da due giorni sta facendo discutere il mondo. Un passo indietro per il paese causato anche dalla fallimentare politica occidentale che dopo gli attacchi agli Usa dell’11 settembre 2001 ha avvitato una guerra che oltre al danno ha portato alla beffa perché i talebani sono tornati al loro posto.

Da due giorni le foto dei civili in fuga aggrappati agli aerei stanno facendo il giro del mondo, segno della situazione drammatica che sta vivendo il paese. Già l’ex presidente Trump aveva annunciato il ritiro delle truppe, confermate poi da Biden. La notizia era stata accolta con favore da chi vent’anni fa era in piazza a manifestare contro quella guerra che ora la storia ha dimostrato di essere ingiusta quanto inutile perché nessun regime antidemocratico è stato scacciato.

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In questi ultimi anni, però, c’era l’idea che il ritiro era causato dal fallimento della politica voluta allora dal presidente americano Bush e dalla Gran Bretagna, tra le prime a bombardare il territorio afgano nell’ottobre 2001, e non perché l’operazione di “esportazione della democrazia” era stata compiuta. Formula, quest’ultima, che non ha mai avuto una grande credibilità.