Jean-Paul Belmondo è morto: addio a un grande del cinema

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Un grave lutto colpisce il cinema francese e non solo, Jean-Paul Belmondo è morto: addio a un grande attore.

L’attore Jean-Paul Belmondo, una delle più grandi star del cinema francese del dopoguerra, il cui carismatico sorriso ha illuminato lo schermo per mezzo secolo, è morto all’età di 88 anni nella sua casa parigina. Con il suo fascino tentatore, Belmondo era il simbolo della Nouvelle Vague, il corrispettivo francese di grandi attori americani come James Dean e Humphrey Bogart.

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Assieme a Jean Seberg, sua partner femminile, è stato il protagonista di Fino all’ultimo respiro, pellicola del 1960 diretta da Jean-Luc Godard. Il film ha spiazzato critica e pubblico di tutto il mondo e, con I 400 colpi di François Truffaut, ha cambiato la storia del cinema. La rivista Time nel 1964 dichiarò Belmondo il volto della Francia moderna.

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La lunga carriera del grande Jean-Paul Belmondo

Nonostante i suoi ruoli nelle pellicole della Nouvelle Vague, Belmondo era tutt’altro che un intellettuale maledetto e ha trascorso la maggior parte della sua carriera in ruoli da uomo che hanno giocato sul suo crudo sex appeal. Nonostante si sia fatto un nome come un affascinante gangster, l’attore è cresciuto nel sobborgo borghese parigino di Neuilly-sur-Seine, figlio di un famoso scultore, Paul Belmondo. Classe 1933, non è mai andato bene a scuola, mentre ha intrapreso una carriera di discreto successo come pugile nell’immediato Dopoguerra.

Successivamente si è formato al Conservatorio Nazionale d’Arte Drammatica. La sua prima incursione nel cinema nel 1957 nella commedia “A piedi… a cavallo… in automobile”, ruolo questo non certo indimenticabile. Ma imperterrito, Belmondo ha continuato a lavorare con alcuni dei registi più talentuosi della sua generazione, realizzando una trilogia di film con Godard, e poi film con Truffaut, Alain Resnais, Louis Malle e Jean-Pierre Melville. Truffaut lo ha descritto come “l’attore europeo più completo” della sua generazione. A partire dagli anni Settanta, abbandona ruoli più “intellettuali” e sceglie il cinema d’azione.

Gli ultimi anni di Belmondo e il dramma della sua vita

Negli anni ’80 Belmondo ha sperimentato ruoli drammatici più maturi, guadagnandosi un César, l’Oscar francese, per “Una vita non basta” di Claude Lelouch nel 1988 su un trovatello cresciuto in un circo. Ma ha rifiutato il premio perché l’artista che ha scolpito la statuetta, César Baldaccini, una volta aveva denigrato le opere di suo padre. Sposato due volte e due volte divorziato, ha anche vissuto per sette anni con , Ursula Andress.

Jean-Paul Belmondo ha avuto quattro figli, tra cui il pilota automobilistico Paul Belmondo, con il più giovane nato nel 2003 quando l’attore aveva 70 anni. La sua figlia maggiore, Patricia, morì in un incendio nel 1994. Ha avuto un ictus nel 2001 mentre era in vacanza in Corsica. Questo ha causato gravi menomazioni alla capacità dell’attore di parlare e questo ha di fatto chiuso la sua carriera. Il suo ultimo film, uscito nel 2008, è “Un uomo e il suo cane”, basato su Umberto D. di Vittorio De Sica, un capolavoro del neorealismo italiano.