Blitz contro i No-Vax: su Telegram ipotizzavano azioni violente

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Blitz contro i No-Vax dopo le indagini della Procura di Milano: pronti a partecipare alla manifestazione di Roma con armi bianche

Blitz contro No-Vax
Manifestazione contro le misure anti-Covid (Photo by Antonio Masiello/Getty Images)

Telegram è nel mirino delle forze dell’ordine perché è su quella piattaforma che i No-Vax organizzano le proprie manifestazioni. Dalle indagini coordinate dalla Procura della Repubblica di Milano questa mattina sono state eseguite da parte della Digos perquisizioni domiciliari e informatiche in varie città italiane.

La polizia è intervenuta nella capitale ma anche a Milano, Bergamo, Reggio Emilia, Padova e Venezia nei confronti di persone che sul social avevano ipotizzato di compiere atti violenti sabato e domenica prossimi, in occasione della manifestazione in programma a Roma contro il Green Pass e le misure anti-Covid.

Oltre alle abitazioni sono stati perquisiti anche i dispositivi elettronico come Pc, tablet, smartphone e account social. La disposizione della Procura milanese è partita quando nella chat di Telegram  – denominata “I Guerrieri” – sono stati ipotizzati atti violenti con armi ed esplosivi rudimentali.

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Blitz contro i No-Vax: “Colpire obiettivi istituzionali”

Getty Images

Dalle analisi degli investigatori è emerso che la frangia più estrema del gruppo è composta da cinque donne e tre uomini. Oltre all’incitare a partecipare in massa alla manifestazione di Roma si chiedeva di colpire “obiettivi istituzionali” – senza specificare quali – nelle proprie province di residenza. Il gruppo stava discutendo la realizzazione di una riunione preparatoria in vista dell’evento del prossimo weekend e di approvvigionarsi di armi bianche da portare nella capitale.

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Il Servizio per il Contrasto dell’Estremismo e del Terrorismo Interno e il Servizio Polizia Postale e delle Comunicazioni sono i due principali uffici investigativi di Milano che con la Direzione Centrale della Polizia di Prevenzione stanno costantemente monitorando i vari gruppi presenti sul web che protestano contro la misure previste per fronteggiare l’emergenza sanitaria.